Avvio in lieve calo per Salvatore Ferragamo (-0,3% a 15,93 euro) dopo il -1,99% accusato ieri. UBS ha confermato il giudizio neutral sul titolo ma ha ridotto il target da 18,50 a 17,60: gli analisti hanno tagliato le stime 2019 sui ricavi dell'1% e del 4% sull'utile per azione. La situazione a Hong Kong (importante polo del lusso) resta tesa: ieri il capo dell'esecutivo locale, Carrie Lam, non ha escluso l'intervento diretto della Cina se fosse necessario per ripristinare l'ordine.

Indicazioni negative sono giunte anche dalle ultime notizie riguardo la disputa commerciale tra Pechino e Washington, un tema che interessa tutte le aziende attive a livello internazionale. Il Dipartimento del Commercio americano ha inserito 28 soggetti cinesi (8 società e 20 pubbliche amministrazioni) nella lista nera (nota come "Entity List") in quanto implicati in casi di violazione di diritti umani nella campagna di repressione cinese contro membri di gruppi musulmani. Peggiora quindi il clima dei negoziati USA-Cina: il presidente Trump ha affermato di ritenere improbabili progressi nell'incontro in programma a fine settimana.

*L'analisi del grafico di Salvatore Ferragamo evidenzia la tendenza ribassista *in essere dalla primavera 2017, con i prezzi scesi ieri sui minimi da fine 2012. Le flessioni delle ultime due settimane hanno spinto i corsi sotto la neckline del testa e spalle ribassista formatosi a partire da fine 2014, completando in tal modo la figura e inviando di conseguenza un ulteriore segnale di debolezza. Il titolo rischia ora approfondimenti verso 14,30 (supporto e resistenza nel 2011 e 2012) con appoggio successivo in area 13,20 (base del canale discendente in essere dal 2017). Sostegno di brevissimo a 15,37. Concreti segnali di forza solo in caso di stabilizzazione oltre 16,50/16,70, prologo a un attacco al massimo di fine settembre a 17,2850: in caso di successo via libera verso 18,65, picco del 12/9.