Ferrari, -1,2% a 143,70 euro, ritraccia dopo il rialzo messo a segno ieri *(+1,46% a 145,50 euro) in netta controtendenza con il mercato dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre e la revisione al ribasso della guidance 2020: oggi il titolo probabilmente "sconta" la sovraperformance della seduta precedente. *Il trimestre si è chiuso con ricavi in lieve calo (932 milioni di euro da 940 un anno fa), adjusted EBITDA a 317 milioni da 311, adjusted EBIT a 220 milioni da 232, utile netto adjusted a 166 milioni da 180.

La guidance 2020 è stata così rivista: ricavi netti a 3,4-3,6 miliardi (da > 4,1 miliardi), adjusted EBITDA a 1,05-1,20 miliardi (da 1,38-1,43 miliardi); adjusted EBIT a 0,6-0,8 miliardi (da 0,95-1,0 miliardi), utile diluito adjusted per azione a 2,4-3,1 (da 3,90-3,95); free cash flow industriale a 0,1-0,2 miliardi (da = 0,4 miliardi).

Il CEO Louis Camilleri nell'incontro con gli analisti ha espresso concetti rassicuranti: "siamo in grado di resistere a una recessione prolungata"; "fino ad ora non abbiamo ancora assistito a cancellazioni" di ordini "anomale o spiacevoli"; prevediamo di "conservare un portafoglio ordini molto forte".

L'analisi del grafico di Ferrari mette in evidenza il recupero originato dal minimo del 16 marzo, movimento che ha portato il titolo a contatto con le resistenze a 148-150 euro rappresentate dal 61,8% di ritracciamento della correzione di febbraio-marzo e dagli ex supporti (minimi di inizio febbraio). Il perentorio superamento di questi riferimenti darebbe il via libera definitivo al ritorno sul record storico a 169,05 del 19 febbraio ed eventualmente alla riattivazione della tendenza ascendente di fondo verso obiettivi posizionabili in area 200. Discese sotto il minimo di ieri a 134,40 anticiperebbero invece un test di 126,35 (minimo di inizio aprile), supporto decisivo per scongiurare l'ipotesi di ritorno sui 114 (minimo del 16 marzo).

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)