Fiera Milano (+2,36% a 5,20 euro ieri, oggi -0,4% in avvio) tocca i massimi da aprile, grazie all'abbrivio fornito dall'accordo di partnership commerciale con Allestimenti Benfenati annunciato a inizio settimana. L'operazione è coerente con gli obiettivi del Piano Industriale 2018-2022: Fiera Milano punta ad incrementare il business dei servizi, soprattutto degli allestimenti personalizzati e fuori quartiere. Banca IMI ha apprezzato l'accordo confermando la raccomandazione buy sul titolo.

  • Fiera Milano ha chiuso il terzo trimestre 2019 con risultati in flessione*. I ricavi scendono a 30,1 milioni di euro rispetto a 35,6 milioni nel 2018 (principalmente a causa diverso calendario fieristico che prevedeva nello stesso periodo del 2018 la manifestazione Lineapelle, posticipata al quarto trimestre del 2019), il risultato prima delle imposte peggiora a -12,4 milioni di euro rispetto a -6,5 milioni nel 2018. L'outlook è però positivo: il gruppo stima per l'intero 2019 un EBITDA nella fascia alta del range, già comunicato, di 96-100 milioni di euro. Inoltre il target di EBITDA per il 2020 è stato rivisto a 71-75 milioni di euro, rispetto al precedente di 13-17 milioni, grazie all'inclusione dell'effetto del nuovo principio contabile IFRS 16 (pari a circa 48 milioni di euro).

L'analisi del grafico di Fiera Milano evidenzia il movimento ascendente partito in estate e l'accelerazione delle ultime settimane. Il titolo si sta avvicinando ai massimi pluriennali toccati nell'agosto 2018 a 5,91 euro: l'eventuale superamento di questo ultimo livello decreterebbe la riattivazione del recupero originato dal minimo storico di fine 2016 a 1,22, con obiettivo di medio/lungo termine a 7,61 (massimo di inizio 2014). Nel breve, correzioni verso area 4,80 permetterebbero ai prezzi di scaricare l'ipercomprato e favorire nuovi allunghi. Sotto 4,80 si creerebbero invece le premesse per approfondimenti più consistenti in direzione di 4,30 e sul supporto dinamico a 4,05.