Performance positiva venerdì per FinecoBank (oggi in avvio +2,1% a 12,53 euro) grazie ai buoni risultati conseguiti nel secondo trimestre: ricavi +24,4% a/a, risultato di gestione +35,8% a/a, utile netto aggiustato a 88,7 milioni di euro, +17,4% rispetto ai 75,6 del secondo trimestre 2019. I Total Financial Assets al 30 giugno 2020 si attestano a 82,6 miliardi, in crescita dell'8,9% rispetto a giugno 2019. Nel primo semestre 2020 la raccolta è stata pari a 4,7 miliardi (+42,4% a/a).

In un'intervista a MF di sabato, l'a.d. Alessandro Foti ha menzionato Germania e Francia quali obiettivi per la possibile espansione futura, una vota completata quella in corso nel Regno Unito. Il manager ha anche dichiarato che FinecoBank è "una public company perfettamente scalabile", anche se finora non si è registrato nessun concreto pretendente. Foti ha aggiunto che nel caso "la parola finale ce l'avrebbe il mercato", lasciando intendere che il management non metterebbe i bastoni tra le ruote a una eventuale acquisizione a prezzi convenienti per gli azionisti.

*L'analisi del grafico di FinecoBank mette in evidenza il rally partito a metà maggio e *culminato con il recente massimo storico a 13,3850 euro (21 luglio). Nelle ultime due settimane il titolo ha perso terreno scivolando sotto la linea di tendenza che conduceva il rally. Si tratta di una prima indicazione di debolezza che necessita però di conferme per generare un segnale ribassista, ovvero la violazione di 11,70-11,75: in tal caso probabile avvio di una correzione verso 10,50 almeno. Il superamento di 12,75-12,80 creerebbe invece le premesse per un attacco a 13,3850 e per l'eventuale riattivazione della tendenza ascendente di fondo in direzione di area 15.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)