Asset Under Management sopra quota 20 miliardi di euro, 30 due diligence effettuate (per un controvalore contabile lordo di circa 5,5 miliardi di euro) e oltre 5 milioni di posizioni gestite con un fatturato *che supera i 48 milioni di euro.Sono questi i numeri del 2019 di *Fire, primo Gruppo indipendente attivo nella gestione del credito, che ha archiviato l'anno appena concluso con il raggiungimento dei target prefissati e l'ingresso nel mercato delle cessioni con Garanzia Statale.

Fire, infatti, in qualità di special servicer, ha partecipato insieme a Prelios all'operazione "POP NPL's 2019", cartolarizzazione con un valore lordo esigibile pari a 826,7 milioni di euro, attraverso la quale 12 banche, di cui 8 popolari, hanno ceduto le proprie sofferenze.Si presenta così Fire per affrontare il 2020, un anno che promette di essere caratterizzato da una domanda intensa di servizi evoluti in ambito credit management e in cui l'asticella della gestione del credito si sposterà sempre più vicino al momento dell'erogazione.

A fronte di uno stock di NPE ancora elevato, circa 165 Mld di euro, e di una sempre maggiore pressione dei regulator verso il miglioramento della qualità degli attivi delle banche (nuova definizione di default e calendar provisioning), gli Istituti di credito dovranno cercare di supportare i propri clienti con una gestione attenta e tempestiva fin dal primo segnale di difficoltà. Per questo avranno bisogno di partner in grado di offrire servizi evoluti, caratterizzati da professionalità e dall'utilizzo di tecnologie avanzate.

"Il risiko delle aggregazioni fra i player proseguirà per esigenze di scala dettate dalle pressioni sui margini e dalla necessità di investimento in innovazione. L'utilizzo intelligente dei dati infatti ormai è diventato un punto chiave per innalzare il livello di qualità e performance, oltre che per il tracciamento di nuovi modelli di servizio. Il 2020 del settore bancario sarà all'insegna di un forte bisogno di partnership a lungo termine e auspicabilmente sarà caratterizzato da un cambio di paradigma, che metterà al centro la gestione anticipata dei crediti in difficoltà per impedirne la transizione verso stati di classificazione peggiorativi e più costosi per le banche. In questa prospettiva il servicer non è più un costo da calcolare sul recuperato ma un partner grazie al quale si può arrivare a un importante risparmio sul costo del credito." – sostiene Alberto Vigorelli, Group CEO Fire - "L'ingresso nel mercato delle GACS ci consente di operare da player affermato in un ambito destinato ad avere un grande rilievo, e rappresenta un importante riconoscimento della capacità di Fire nel gestire il credito Retail e Small Business, secured e unsecured."