Eni ha concluso la "valutazione delle attuali discontinuità di mercato originate dalla pandemia di Covid-19", confermando le linee strategiche al 2050 presentate a fine febbraio (decarbonizzazione), prospettando anzi possibili accelerazioni del percorso. La pandemia ha però modificato lo scenario macroeconomico ed energetico di riferimento: di conseguenza Eni ha aggiornato "le previsioni dei prezzi degli idrocarburi, driver principale delle decisioni di investimento e delle valutazioni di recuperabilità dei valori di bilancio delle attività fisse". Per gli anni 2020-2022, il prezzo del Brent è previsto rispettivamente a 40, 48 e 55 $/barile (in precedenza 45, 55 e 70 $/barile), e a 60 $/barile in termini reali 2023 rispetto all'assunzione precedente di 70 $/barile. Il prezzo del gas al mercato spot PSV Italia è previsto per gli anni 2020-2022 rispettivamente a 3,0, 4,6 e 5,2 $/mmBTU (in precedenza 3,9, 5,1 e 7,3 $/mmBTU), e a 5,5 $/mmBTU nel 2023 rispetto ai precedenti 7,8 $/mmBTU. I margini di raffinazione di lungo termine per l'area mediterranea sono confermati di poco inferiori ai 5 $/barile. Queste variazioni determinano un impatto di bilancio che in via provvisoria Eni determina in rettifiche dei valori d'iscrizione delle attività non correnti post tasse di 3,5 miliardi di euro +/- 20%: il valore centrale del range "corrisponde a una riduzione limitata, 4% circa, delle attività non correnti". Il valore ante imposte pari a circa 2,8 miliardi di euro, "è attribuibile per 2,0 miliardi di Euro a svalutazioni di asset upstream e per il resto al comparto della raffinazione. Non sono previste svalutazioni di asset esplorativi indotte dalla revisione dello scenario". Le rettifiche definitive saranno contabilizzate nel secondo trimestre e comunicate in occasione della diffusione dei dati semestrali il prossimo 30 luglio. L'analisi del grafico di Eni mette in evidenza il movimento lateral-convergente successivo al rimbalzo dal minimo ultradecennale di metà marzo 6,26 euro. Concreti segnali positivi oltre 9,74-9,75 (lato alto del movimento) da confermare con il superamento di 10,10-10,20 (massimo del 2 aprile e gap ribassista lasciato il 9 marzo) per la riattivazione del rimbalzo verso 10,90-11,00 e 12,50. Sotto 8,15 test di 7,90, supporto decisivo per scongiurare l'inversione di tendenza e il ritorno sui 6,26.

In rialzo ieri* Leonardo* (+2,50% a 5,99 euro) dopo l'intervista dell'a.d. Alessandro Profumo a MF: il manager si è dichiarato moderatamente fiducioso in vista della ripresa post-lockdown. Il Secolo XIX scrive che Barbara Poggiali, responsabile della divisione Cyber Security potrebbe lasciare il gruppo in autunno. Leonardo comunicherà i dati del primo semestre il prossimo 30 luglio. Graficamente il titolo è apparso debole nel corso delle ultime settimane, muovendosi, per lo più, al di sotto di area 6, avvicinandosi alla trendline che sale dai bottom di marzo ora a 5,70 circa. La reazione vista in avvio di ottava non ha modificato in maniera rilevante il quadro grafico; il titolo dovrà spingersi quanto meno al di sopra della media a 50 sedute in area 6,30 per fornire un primo segnale di risveglio che lo riavvicini inizialmente al picco di metà giugno a 6,76 euro e poi alle ostiche resistenze in area 7,40. Alla violazione della citata trendline invece la corrente ribassista acquisirebbe forza, spostando gli obiettivi a 5 e 4,50 circa. Necessario il ritorno al di sopra di area 6,70 per alimentare le attese di rialzo con target a 7,40 e poi a 8,40 euro circa.

UniCredit, +3,75% a 8,7380 euro, in ottima forma ieri, approfitta dell'ottima intonazione del settore bancario che riattiva il rally di giovedì scorso innescato dalle ipotesi di ripresa del processo di consolidamento in scia alla pubblicazione della guida sull'approccio della vigilanza al consolidamento del settore bancario. Oltretutto UniCredit ha siglato con Cdp un Protocollo d'intesa a sostegno del territorio e delle imprese italiane. Come primo passo Cdp ha concesso a UniCredit un finanziamento da 1 miliardo di euro "che sarà integralmente impiegato dalla banca in nuovi finanziamenti per le PMI e le Mid-Cap operanti nei settori del turismo, dei beni di consumo e della meccanica, particolarmente colpiti dall'emergenza Covid-19. Una quota, pari al 25%, sarà destinata alle imprese del Mezzogiorno". L'analisi del grafico di UniCredit mette in evidenza il tentativo del titolo di avvicinarsi al massimo dell'8 giugno a 9,34 euro con l'obiettivo di oltrepassarlo e riattivare il rally originato dal minimo storico a 6,0120 toccato il 14 maggio. Un ulteriore passo in avanti nella prospettiva di un'inversione della tendenza negativa in essere da fine febbraio arriverebbe in caso di chiusura e stabilizzazione oltre il gap ribassista lasciato a marzo a 9,6890, con obiettivi successivi a 11,20 e 12,00. Discese sotto 7,85 anticiperebbero un test di 7,45-7,50, supporti determinanti per scongiurare il rischio di ritorno sui 6,0120.

(SF - www.ftaonline.com)