La stima rapida dell'Eurostat indica che in maggio l'inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC è stata pari al 2,4 per cento nell'area dell'euro, dopo il 2,6 del mese precedente. È probabile che l'inflazione si collochi al di sopra del 2 per cento per il resto dell'anno, soprattutto di riflesso agli andamenti delle quotazioni dell'energia e delle imposte indirette. Nondimeno, sulla base dei prezzi correnti dei contratti future per le materie prime l'inflazione dovrebbe rientrare al di sotto del 2 per cento agli inizi del 2013. In prospettiva, a fronte di una modesta crescita nell'area dell'euro e di aspettative di inflazione saldamente ancorate nel lungo termine, le pressioni di fondo sui prezzi dovrebbero restare contenute.

Le proiezioni macroeconomiche di questo mese, formulate per l'area dell'euro dagli esperti dell'Eurosistema, segnalano un tasso annuo di inflazione armonizzata compreso tra il 2,3 e il 2,5 per cento nel 2012 e tra l'1,0 e il 2,2 per cento nel 2013. Rispetto alle proiezioni di marzo scorso elaborate dagli esperti della BCE, si osserva un restringimento degli intervalli di valori per entrambi gli anni.

Il Consiglio direttivo continua a ritenere che le prospettive di medio periodo per l'evoluzione dei prezzi siano soggette a rischi sostanzialmente bilanciati. I rischi al rialzo sono associati a ulteriori incrementi delle imposte indirette, dovuti all'esigenza di risanare i conti pubblici, e a rincari delle materie prime superiori alle attese nel medio termine. I principali rischi al ribasso sono connessi all'impatto di una crescita inferiore al previsto nell'area dell'euro.

(FAD)