E' stata fissata al 3 e al 6 luglio l'udienza dibattimentale della causa miliardaria che contrappone il colosso statunitense del chip Intel alla Commissione europea. Nel maggio del 2009 infatti la Commissione ha inflitto alla società USA un'ammenda da 1,06 miliardi di euro per abuso di posizione dominante tra il 2002 e il 2007 con pratiche anticompetitive illegali.

Secondo le accuse della Commissione Intel avrebbe effettuato sconti occulti ai produttori e li avrebbe pagati per bloccare o ritardare il lancio di processori concorrenti nel mercato mondiale delle CPU x86. Intel con un ricorso ha chiesto però l'annullamento o la riduzione dell'ammenda.

Secondo la società la Commissione incorre in "errore di diritto", non ha osservato gli standard necessari nella valutazione delle prove e non ha dimostrato che Intel ha intrapreso una strategia di lungo termine per escludere i concorrenti. Sarebbero stati violati anche requisiti di procedura essenziali e l'importo dell'ammenda (la più elevata mai imposta su una singola società dalla Commissione) sarebbe manifestamente sproporzionato.

(GD)