La fase attuale appare estremamente delicata per il mercato azionario italiano. L'indice Ftse All-Share oscilla ancora pericolosamente a ridosso del minimo del 2009 a quota 13mila circa, supporto determinante in ottica di lungo periodo. L'indice Ftse Oil&Gas appare però in grado di fornire un eccellente livello di protezione per l'investitore, alla luce dell'ottima performance a livello di forza relativa nei confronti dell'All-Share. E' interessante notare che la tonicità dei titoli del settore non è determinata da una progressione del prezzo della materia prima: il future sul crude quotato al Nymex oscilla infatti da quasi due anni nel range 75-110 dollari barile. Oltretutto le prospettive per il futuro non sono rosee viste le previsioni di indebolimento della crescita mondiale espresse negli ultimi giorni da Christine Lagarde, direttore operativo del Fondo Monetario Internazionale. L'andamento del business continua però a riservare notevoli soddisfazioni a società come Saipem, capace di aggiudicarsi nuove commesse con un ritmo che sembra non conoscere soste. Nelle ultime due settimane Saipem ha vinto contratti per un controvalore complessivo pari a 1,85 miliardi di dollari. Di contro si registrano anche situazioni come quella di Erg che recentemente ha toccato i minimi da oltre 8 anni. Nonostante il forte incremento dei ricavi registrato nel primo trimestre dell'anno, soprattutto in virtù dei maggiori prezzi di vendita, margini e utili della società genovese hanno evidenziato miglioramenti solo marginali rispetto allo stesso periodo del 2011.
Saipem sta nuovamente mostrando i muscoli dopo la pausa di consolidamento che lo ha visto protagonista tra metà marzo ed inizio giugno. Il titolo ritracciato il 62% circa (Fibonacci) del rialzo partito ad ottobre, scendendo in area 29,50 nella prima settimana del mese di giugno prima di mettere a segno il rialzo che lo ha ricondotto fin sopra quota 36. I prezzi hanno accelerato dopo essersi lasciati alle spalle la media a 200 sedute, ora supporto a 33,50 circa, oltrepassando anche la linea di tendenza che scendeva dai massimi annuali a quota 39,87. Un movimento che sembra poggiare su di una solida base, quella costruita a cavallo tra maggio e giugno tra 29,50 e 33 euro circa, sul quale però pende ancora una spada di Damocle: il gap lasciato aperto in avvio di scambi venerdì 29 a quota 32,95 potrebbe infatti essere ricoperto prima che il titolo torni ad orientare le proprie mire verso l'alto. Conferme in tal senso giungerebbero a seguito di discese sotto 34,50 mentre lo scenario rialzista verrebbe compromesso solo a seguito della violazione di quota 31. Sul versante opposto invece prezzi che dovessero confermarsi oltre quota 36 creerebbero i presupposti per la rivisitazione dei massimi a 39,87 euro ed il successivo lungo verso nuovi record assoluti oltre quota 40.