Peggiorano le prospettive commerciali dell'economia cinese per il resto del 2012, appesantite dalla crescente debolezza di quella europea. Lo ha evidenziato il ministero del Commercio di Pechino, dopo aver reso noto che gli investimenti europei in Cina sono scesi del 2,7% rispetto all'anno scorso nei primi sette mesi del 2012, portandosi a 4 miliardi di dollari. Non solo. Investitori e aziende stanno richiamando capitali dalla Cina disinvestendo i loro yuan; un segnale di preoccupazione per l'economia del dragone, che potrebbe ostacolare gli sforzi di Pechino per innescare un'inversione di tendenza. I nuovi dati resi noti dalla banca centrale martedì 14 agosto hanno segnalato che gli istituti di credito cinesi hanno venduto 3,8 miliardi di yuan netti, pari a 597 milioni di dollari, in valuta estera nel mese di luglio; evidentemente gli esportatori cinesi non stanno convertendo i loro guadagni in yuan e gli investitori stanno rimpatriando i fondi dal paese. Secondo il Wall Street Journal, le banche cinesi hanno venduto sopratutto dollari in cinque degli ultimi dieci mesi. Un netto contrasto con il flusso degli ultimi dieci anni, in cui la fiducia nella crescita della Cina faceva sì che le banche cinesi acquistassero yuan pari non solo all'intero surplus commerciale, ma anche per fare fronte a considerevoli afflussi di capitali speculativi. Nei primi 10 mesi del 2008, le banche cinesi erano stati acquirenti netti di 3,6 miliardi di yuan in valuta estera. I deflussi coincidono con il forte aumento del prezzo di immobili residenziali di lusso a Hong Kong da parte dei ricchi cinesi, che stanno diventando protagonisti del mercato immobiliare anche a Londra, Singapore e San Francisco. Di riflesso, l'indice azionario Shanghai Composite è in calo del 17% rispetto a un anno fa e i prezzi delle case cinesi scendono. Occorre segnalare anche una svolta importante nel tasso di cambio della Cina. Lo yuan si è deprezzato dello 0,7% nei confronti del biglietto verde dall'inizio dell' anno, con la banca centrale cinese in posizione insolitamente difensiva. Il governo è ora concentrato sulla crescita dell'economia; la caduta dei prezzi infatti minaccia di intaccare la fiducia degli investitori.