La risalita della spread e la conseguente caduta delle quotazioni dei titoli di Stato italiani ha pesato sul comparto bancario, in particolare sulle quotazioni di Unicredit e di Intesa che hanno appesantito il Ftse Mib costringendolo a rimanere nella porzione centrale della fascia orizzontale disegnata nelle ultime sedute, dal 18 gennaio, compresa tra i 19270 e i 19900 punti circa. In realta' un focus di Goldman Sachs sul settore delle banche italiane ha visto una crescita media del 4% dei prezzi obiettivo sui titoli analizzati a seguito della riduzione dello spread (che pero' come detto venerdi' ha invece fatto un nuovo balzo oltre i 260 pb) e della continua riduzione dei crediti deteriorati, ma gli analisti hanno comunque confermato la complessita del quadro. Per le due bancha maggiori i target sono fissati a 2 euro, Intesa Sanpaolo per la quale il giudizio e' "sell", e a 17,90 euro, Unicredit, per la quale il giudizio e' "buy". Fino a che il Ftse Mib rimarra' al di sopra di area 19250/300 sara' comunque possibile un nuovo tentativo di rottura di area 19820/19910 dove si collocano due importanti resistenze, il 50% di ritracciamento del ribasso dal picco dei massimi di fine settembre 2018 e la prima linea del ventaglio di Fibonacci calcolato dai massimi di maggio 2018, quella del 38,2%, che e' stata testata con precisione millimetrica giovedi'. Oltre quei livelli attesa la ricopertura del gap ribassista dell'8 ottobre con lato alto a 20321. Sotto 19500 invece a entrare nel mirino sarebbe il supporto critico dei 19270 punti, dove troviamo al momento anche la media mobile esponenziale a 50 giorni, ultimo sostegno in grado di evitare discese verso 19170, base del gap del 16 gennaio (visibile sul grafico intraday) e poi fino a 18750 almeno.