Ftse Mib, il paracadute delle banche non salva l'indice. L'indice Ftse Mib ha tentato nella prima parte della seduta di lunedi' di opporsi alle potenti correnti di vendita che hanno colpito gli altri indici azionari, sostenuto dal comparto bancario in buona forma grazie al risultato delle elezioni regionali (che lascia intravedere una maggiore stabilita' politica, almeno nell'immediato futuro e che ha permesso una decisa compressione dello spread Btp-Bund), ma si e' poi dovuto arrendere al ribasso quando e' stato chiaro dall'andamento dei future che anche la borsa Usa sarebbe stata, come poi e' avvenuto dopo l'avvio ufficiale degli scambi, duramente colpita dal timore di un forte rallentamento dell'economia globale a seguito della diffusione del virus cinese. Il Ftse Mib ha violato a 23700 la base del canale crescente che parte dai minimi di agosto e poi a 23480 la media mobile esponenziale a 50 giorni. I prezzi si sono invece per ora mantenuti al di sopra del minimo del "martello" (candela particolarmente significativa come supporto) del 6 gennaio a 23265 punti. Una eventuale violazione anche di quel supporto costringerebbe a considerare le oscillazioni viste dal top del 20 dicembre un "doppio massimo", figura ribassista che potrebbe segnare la fine dell'uptrend degli ultimi mesi. Sotto 23265 primo supporto a 22550/80, minimo di dicembre e 38,2% di ritracciamento (Fibonacci) del rialzo dai minimi di agosto. Solo oltre area 23700 emergerebbero i primi segnali di ripresa che potrebbero introdurre al test della forte resistenza dei 24100 punti.

(AM - www.ftaonline.com)