Swetha Ramachandran, Investment Manager, luxury equities di GAM Investments, ha così commentato lo scenario del settore lusso.

"Negli ultimi vent'anni, il mercato del lusso è stato molto dinamico e i brevi periodi di calo della domanda sono stati superati grazie all'entrata sul mercato dei consumatori più giovani, soprattutto in Asia. Secondo le stime del Brookings Institute, ogni secondo cinque persone entrano a far parte del ceto medio in Asia ed entro il 2022 i ceti medi, su scala globale, potrebbero spendere 10 mila miliardi di dollari in più.

Circa il 70% del prossimo miliardo di persone che entrerà a far parte del ceto medio a livello mondiale sarà concentrato in due Paesi soltanto, Cina e India. In particolare la Cina è stata e resta il principale motore della crescita dei marchi del lusso occidentali.

I beni di lusso oggi attirano generazioni sempre più giovani nei mercati emergenti. Questo consumatore più giovane, che vive in città, ha ampia disponibilità economica ed è sempre più tecnologico privilegia i prodotti e le esperienze di alta qualità come uno status symbol. Ciò costringe le aziende a competere per conquistare la sua attenzione attraverso i nuovi canali digitali e ad alzare gli standard di assistenza ai clienti.

La crescita è stata alimentata sia dalle innovazioni dei grandi marchi che dai maggiori investimenti nelle competenze digitali allo scopo di raggiungere i consumatori più giovani in Cina, più che in altri mercati.

I risultati del terzo trimestre di *LVMH *hanno evidenziato che l'azienda continua a registrare una crescita operativa in diverse divisioni, nonostante gli ostacoli esterni che deve affrontare.

Anche Hermès, Kering, *Puma *e *Moncler *hanno riportato nel trimestre una crescita a doppia cifra. Riteniamo che ciò dimostri che la crescita del comparto è tutt'altro che esaurita. I consumi in Cina restano robusti per questi marchi, ma è interessante notare che questo vale anche per diverse aziende nel mercato americano.