Si è riunito oggi, presieduto da John Elkann, il Consiglio di Amministrazione di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. che ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2020 presentati dall'Amministratore Delegato Maurizio Scanavino.

I ricavi consolidati, pari a €129,8mn, hanno registrato una flessione del 10,8% rispetto al primo trimestre del 2019. I ricavi derivanti dalle attività digitali rappresentano complessivamente il 13,5% del fatturato consolidato (17,4% sul brand Repubblica).

Il margine operativo lordo consolidato è stato negativo per -€0,3mn rispetto a €8,4mn nel primo trimestre del 2019.

Il risultato operativo consolidato è stato negativo per €67,0mn ed include €58,9mn di svalutazioni di avviamenti di testate effettuate a seguito delle verifiche di impairment test. Tali svalutazioni si riferiscono per €34,6mn alla Cash Generating Unit (CGU) "La Repubblica", per €10,2mn alla CGU "GEDI News Network Nord Est (Messaggero Veneto, Il Piccolo, Quotidiani Veneti, Corriere delle Alpi)", per €12,6mn alla CGU "GEDI News Network Nord Ovest (La Stampa, Il Secolo XIX)" e per €1,5mn alla CGU "GEDI News Network Livorno (Il Tirreno)" e sono state effettuate per allineare i valori contabili di ciascuna CGU al valore recuperabile di riferimento determinato sulla base dei flussi di cassa dell'ultimo Business Plan approvato, adattati per riflettere alcuni scenari di possibile evoluzione della pandemia e dei suoi effetti sull'evoluzione del PIL italiano, e conseguentemente sugli investimenti pubblicitari, «pesati» in base al grado di probabilità. Senza considerare tali svalutazioni, il risultato operativo rettificato ammonta a -€8,1mn rispetto a €1,5mn nel primo trimestre del 2019.

Il risultato netto consolidato registra una perdita di €52,9mn recependo, come precedentemente illustrato, svalutazioni di avviamenti di testate effettuate a seguito delle verifiche di impairment test per €42,9mn al netto dell'effetto sulle imposte. Al netto degli effetti di cui sopra, il risultato netto rettificato del primo trimestre 2020 è negativo per €9,9mn rispetto ai €2,8mn del corrispondente periodo dell'esercizio precedente.

L'indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2020 prima dell'applicazione del principio contabile IFRS 16 ammonta a €47,7mn, in lieve aumento rispetto ai €44,1mn di fine 2019: il flusso della gestione ordinaria è stato positivo per €1,9mn mentre i piani di riorganizzazione in corso hanno determinato esborsi per €5,3mn. L'applicazione dell'IFRS 16 ha comportato la rilevazione al 31 marzo 2020 di debiti finanziari per leasing e diritti d'uso pari a €52,5mn e pertanto l'indebitamento finanziario netto post IFRS 16 ammonta a €100,2mn.

PRINCIPALI EVENTI SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA DEL PRIMO TRIMESTRE E PREVEDIBILE EVOLUZIONE DELLA GESTIONE
In data 23 aprile 2020 è stata data esecuzione all'accordo raggiunto in data 2 dicembre 2019 tra CIR, da un lato, e EXOR N.V. ("EXOR"), dall'altro lato, per la compravendita di tutte le azioni ordinarie di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. ("GEDI") di proprietà di CIR (la "Partecipazione CIR"), pari al 43,78% del capitale sociale emesso di GEDI. In particolare, in seguito all'ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari, è stata perfezionata la vendita della Partecipazione CIR in favore di Giano Holding S.p.A. ("Giano Holding"), società per azioni di nuova costituzione interamente detenuta da EXOR e da quest'ultima designata quale soggetto acquirente della Partecipazione CIR, ad un prezzo per azione pari a €0,46, che corrisponde a un ammontare complessivo di €102,4 milioni. A seguito del perfezionamento dell'acquisizione della Partecipazione CIR, Giano Holding promuoverà un'offerta pubblica di acquisto obbligatoria avente a oggetto le azioni GEDI in circolazione non detenute al medesimo prezzo per azione GEDI corrisposto a CIR e, pertanto, ad un prezzo unitario fisso pari a €0,46, ai sensi e per gli effetti dell'art. 106, comma primo, del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, come successivamente modificato e integrato (il "TUF"). In un contesto di visibilità estremamente ridotta, alcuni dei principali operatori del settore prevedono che nel 2020 il mercato della raccolta pubblicitaria possa subire un calo tra il 15% e il 19%, in funzione di diversi scenari sugli effetti del COVID-19. Un calo così significativo si era verificato in precedenza solo durante la crisi del 2012 quando il mercato aveva fatto registrare un -14,3%. Allo stato attuale tutti gli elementi che concorrono alla formulazione di previsioni per l'esercizio restano totalmente incerti: l'evoluzione della pandemia, le risoluzioni delle autorità in materia di ripresa delle attività produttive oggi in lockdown e di aiuti economici alle imprese ed infine, in seguito all'eventuale ripresa dell'attività, la reazione degli investitori pubblicitari in un contesto di grave recessione quale quello che potrebbe delinearsi. Le circostanze evocate rendono allo stato altamente incerta qualunque previsione che la società formulasse. Il Gruppo è focalizzato nel fare tutto quanto in proprio potere per gestire la crisi: ha implementato ulteriori misure per ridurre i costi e contenere gli esborsi per investimenti non strettamente necessari, procede regolarmente ad assessment sulle posizioni di liquidità rapportandosi con i propri partner finanziari, con i quali ha concordato anche la sospensione temporanea dei covenant, e continua ad attuare tutte le misure di sicurezza sanitarie a tutela dei propri lavoratori definite e richieste dalle diverse autorità locali.

(RV - www.ftaonline.com)