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Tra le notizie di maggior peso uscite recentemente in meritoalla Cina si puo' citare la decisione di S&P Global Ratings di confermareil giudizio A+ sul credito sovrano del paese, confermando anche l'outlookstabile. L'agenzia di rating giusto un anno prima aveva declassato per la primavolta dal 1999 Pechino (peggiorando il rating da AA- ad A+).

S&P ha posto l'accento su come il cambio di politicheabbia rallentato la crescita del credito e ridotto la dipendenzadell'espansione economica dagli investimenti pubblici. Se le tendenzeproseguiranno i rischi per la stabilita' della Cina potrebbero moderarsi.L'agenzia prevede che la crescita del Pil resti robusta, intorno al 6% almenofino al 2020.

Stime analoghe sono state recentemente diffuse anchedall'Organisation for Economic Co-operation and Development (Oecd, in italianoOcse) che ha peggiorato l'outlook globale sia per quest'anno che per ilprossimo ma ha guardato con attenzione anche alle prospettive cinesi.L'istituto con base a Parigi, nell'edizione di settembre dell'Interim EconomicOutlook, ha tagliato al 3,7% la stima di crescita del Pil globale nel 2018, dal3,8% previsto in maggio. Peggiorato sempre al 3,7% (ma in questo caso dal 3,9%)l'outlook relativo al 2019.

Tra i singoli Paesi, l'Ocse stima per gli Usa un'espansioneeconomica del 2,9% nel 2018 (2,7% nel 2019), mentre la Cina e' attesa a unacrescita del Pil del 6,7% quest'anno e del 6,4% per il prossimo.

A rendere problematico il raggiungimento di questirisultati, sia per la Cina sia per gli Usa, potrebbe essere l'inasprirsi dellaguerra commerciale tra i due paesi. Pechino ha cancellato la visita aWashington del vicepremier Liu prevista gli ultimi giorni di settembre.L'annullamento di una nuova tornata di negoziati commerciali tra Usa e Cinaarriva insieme all'entrata in vigore di nuovi dazi da entrambe le parti.Washington ha introdotto infatti nuove tariffe commerciali su 200 miliardi didollari di merci cinesi (migliaia di prodotti che vanno dalle valigie ai fruttidi mare).