La premier Theresa May ha deciso di rinviare il voto per la ratifica dell'accordo sulla Brexit in programma martedì alla Camera dei Comuni, dire che i mercati non l'hanno presa bene è un eufemismo.

Si farebbe infatti un errore a credere che il problema della Brexit è limitato al Regno Unito o tutt'al più all'Europa.

Le antenne Usa sono infatti sintonizzate sull'Inghilterra: in questa fase il maggiore timore dei mercati finanziari è quello di un rallentamento globale, il caos della Brexit, un divorzio mal riuscito tra Londra e Bruxelles, è l'ultima cosa che serve all'economia mondiale, ora che la Germania e il Giappone segnano il passo e la Cina, vedi gli ultimi dati sul commercio, sente il peso della guerra dei dazi (l'export cinese a novembre e' aumentato "solamente" del 5,4% dal +15,6% di ottobre e a fronte di attese di un +10%).

La sterlina registra ancora forti vendite nei mercati internazionali nel pomeriggio. La valuta di Londra cede l'1,25% sull'euro e lo 0,57% sul dollaro. Il cambio GBP/JPY segna una flessione dello 0,40 per cento. Nel Regno Unito prevale la confusione e l'incertezza sul sempre più spinoso tema della Brexit. La premier Theresa May ha posposto il voto finale alla Camera dei Comuni sul contestato accordo che ha stretto con l'Unione Europea. Il voto era in calendario per domani, ma diversi media ipotizzano che il confronto sia stato posticipato perché in odore di forte sconfitta per il governo.

Si attende una posizione ufficiale del governo UK, ma va detto che il cambio euro/sterlina non raggiungeva dall'inizio di settembre i livelli di oggi e che il rapporto tra sterlina e dollaro è sui minimi dal giugno del 2017.