Indice Dow Jones Industrial, le originiL'indice Dow Jones e' stato fondato nel 1882 da Charles Dow, Edward Jones e Charles Bergstresser. Inizialmente l'indice conteneva principalmente titoli di societa' di trasporto, quelle che allora erano considerate le "growth stocks", ma nel 1896 lo stesso Dow ridisegno' i panieri creandone uno piu' esplicitamente rivolto al comparto degli industriali, il Dow Jones Industrial Average (DJIA), e l'altro sempre riferito ai trasporti, il Dow Jones Transportation. Il Dow Jones e il metodo di calcoloIl motivo per cui nella denominazione dell'indice compare la parola "average", ovvero media, e' presto detto: gli indici venivano calcolati come delle vere e proprie medie, ovvero venivano sommati i prezzi delle azioni che componevano il paniere e il totale cosi' ottenuto veniva diviso per il numero di azioni. E' quindi evidente la differenza tra questo metodo di calcolo, che tiene conto della quotazione del titolo, e quello degli indici "moderni", come anche il Ftse Mib italiano, che invece tengono conto della capitalizzazione per determinare il peso di ciascun componente all'interno del paniere. Il DJIA comprende oggi le azioni di 30 societa' a grande capitalizzazione (erano 20 fino al 1° ottobre 1928). Il metodo di calcolo e' leggermente cambiato nel tempo e tiene ora conto del cosiddetto divisore Dow, introdotto per considerare quelle operazioni, come ad esempio gli aumenti di capitale o gli "split", che potrebbero altrimenti influenzare il valore dell'indice. I 30 prezzi dei titoli che compongono l'indice non vengono quindi oggi semplicemente sommati tra loro ma anche divisi per il divisore Dow, un valore che varia costantemente. Nel caso di uno split, ad esempio quando da una azione che vale 200 dollari ne vengono create due dal valore di 100 dollari, il divisore ovviamente cambia: la divisione azionaria non influisce sul reale valore dell'azienda e quindi non deve riflettersi sull'indice. Lo stock split di Apple e i suoi effetti sul Dow JonesIl recente split "4x1" delle azioni Apple, ovvero la concessione all'investitore di 4 nuove azioni per ciascuna vecchia azione posseduta ma con il valore dell'importo posseduto invariato, ha tuttavia avuto degli effetti anche sul DJIA. A seguito dello split azionario Apple si colloca nella fascia media dei corsi del Dow Jones (e' intorno alla 18° posizione all'interno dei 30 membri dell'indice) mentre prima dello spilt era il titolo con la quotazione maggiore del paniere. Apple fa parte del Dow dal 2015 quando e' entrata nell'indice al posto di AT&T. Ecco perche' S&P Dow Jones Indices e' dovuta intervenire nella composizione dell'indice, per evitare che il peso del comparto tecnologico si riducesse eccessivamente dopo lo split di Apple a scapito della rappresentativita' della attuale situazione economica degli States. A causa della suddivisione delle azioni Apple il peso del comparto tecnologico, in assenza di una rimodulazione della lista, sarebbe sceso dal 27,6% circa al 20,35% (il peso di Apple passa al 3,35% circa dal precedente 12,2%). All'interno dello S&P500 il comparto tecnologico pesa per il 28% circa ed e' quello dominante, anche il Dow Jones si e' dovuto adeguare. Dow Jones industrial, cosa cambia in concretoLe modifiche all'indice, attive dal 31 agosto, hanno comportato l'esclusione di ExxonMobil (settore Oil & Gas), che faceva parte del Dow dal 1928 (con il nome di Standard Oil Co. of New Jersey) ed era l'esponente piu' vecchio del paniere, di Raytheon Technologies (motori e componenti per il settore aerospaziale, derivante dalla fusione di Raytheon con United Technologies, con profili diversi presente nel Dow fin dal 1939) e di Pfizer, che era il piu' capitalizzato dei tre titoli esclusi e che era nel Dow dal 2004 ma che ha una quotazione di soli 40$ circa e che quindi, per via della modalita' di calcolo dell'indice Dow, aveva un peso ridotto. Al posto degli eliminati entrano a fare parte dell'indice Dow Jones i titoli di Salesforce (CRM), di Amgen (AMGN) e di Honeywell (HON). Il secondo comparto nell'S&P500 e' infatti l'healh care, con il 14,2% circa di peso, ecco spiegata la sostituzione di Pfizer con Amgen, che ha una quotazione di circa 6 volte superiore e che quindi dara' maggiore rappresentativita' al settore all'interno del Dow. L'esclusione di Exxon Mobil viene spiegata con il declino del comparto energetico, che ormai pesa solo per il 2,4% nello S&P500, fanalino di coda di tutti i settori rappresentati. Nel Dow resta ora solo Chevron a tenere alta la bandiera del petrolifero.

(AM - www.ftaonline.com)