Dopo una seduta in positivo per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, apprezzatosi giovedì dello 0,40%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza è stata invece contrastata, con i mercati che hanno in gran parte eroso gli iniziali guadagni in scia al dato sul Pil di Pechino. Nel terzo trimestre l'espansione economica della Cina ha rallentato al 6,0% annuo dal 6,2% del secondo, contro il 6,1% del consensus del Wall Street Journal. Si tratta della performance peggiore dal primo trimestre 1992. Spinte rialziste arrivano invece dall'ottimismo per un possibile accordo commerciale siglato il prossimo mese dai presidenti Donald Trump e Xi Jinping e dall'intesa tra Londra e la Ue sulla Brexit. Il risultato è stato comunque un declino intorno allo 0,20% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso (dopo avere toccato i minimi da luglio giovedì) come lo è lo yen sul biglietto verde. E a Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,18% (segno opposto per l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dello 0,13%). Sul fronte macroeconomico, il tasso d'inflazione è calato in settembre in Giappone allo 0,2% annuo, dallo 0,3% di agosto e contro lo 0,4% atteso dagli economisti. L'inflazione core è invece scesa allo 0,3% annuo dallo 0,5% precedente, in linea con il consensus di Reuters ma attestandosi sui minimi dall'aprile 2017.

Segnale di ripresa dai dati macroeconomici in arrivo dalla Cina quello relativo alla produzione industriale, cresciuta del 5,8% annuo in settembre, in accelerazione rispetto al 4,4% precedente, quando aveva segnato la performance più debole dal febbraio 2002, e contro il 4,9% del consensus del Wall Street Journal. A poco meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono però circa lo 0,90% e l'1,30% rispettivamente, contro una flessione superiore all'1% anche per lo Shenzhen Composite. In negativo anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in calo di circa lo 0,50% (fa poco meglio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, la cui contrazione è intorno allo 0,40%). A Seoul è di circa lo 0,60% la perdita del Kospi, mentre a Sydney è stato dello 0,53% il declino registrato in chiusura dall'S&P/ASX 200.