Piazza Affari negativa dove prevalgono le prese di profitto. Ieri Trump non ha fornito nuove indicazioni per sbloccare i negoziati sul commercio. Il Ftse mib scende dell'1,12%, il Ftse Italia All Share dell'1,06% mentre il Ftse Italia Star dello 0,54%.

*Flash sui titoli in evidenza nella seduta del 13 novembre:

IMMSI*

IMMSI si riaffaccia su una duplice resistenza a 0,65 circa, linea che scende dai massimi di maggio 2018 e top di agosto. Una vittoria su quest'area dovrà essere confermata dal superamento dei massimi estivi a 0,678 per riattivare l'uptrend in forza dai minimi di fine 2018 per target in area 0,70/0,74. Indicazioni di debolezza sotto la ex resistenza a 0,60 euro circa.
-Target: 0,70 euro
-Negazione: 0,60 euro
-RSI (14): ipercomprato

*Ferragamo *

Ferragamo preme sull'acceleratore dopo la rottura delle resistenze tenaci in area 17, minimi allineati di gennaio e agosto. Il titolo potrebbe puntare ora verso i top di settembre a 18,65, poi fino a 20,23 euro, base del gap lasciato aperto a fine luglio. Nuovi segnali di debolezza invece nel caso di ritorno perentorio sotto area 17 per 16,50 circa, supporto successivo sui bottom in area 15,90.
-Target: 18,65 euro
-Negazione: 17 euro
-RSI (14): ipercomprato

Prima Industrie

Ancora tonica Prima Industrie dopo la rottura del picco di settembre a 14,50 circa. Il titolo ha raggiunto il top di luglio a 16,64, ma potrebbe spingersi fino al target del doppio minimo disegnato a partire da area 11,30, in area 17,60 circa. Le attese di rialzo verrebbero minacciate da flessioni sotto 14,50, per target negativi a quota 13,50.
-Target: 17,60 euro
-Negazione: 14,50 euro
-RSI (14): ipercomprato

*Prysmian *

Prysmian crolla sotto un duplice supporto in area 19,20, picco di febbraio e punto di passaggio della trend line che sale dai minimi di giugno, inviando un segnale di debolezza da non sottovalutare. Conferme sotto il minimo di ottobre, a 18,36 euro, comprometterebbero quanto di buono realizzato negli ultimi cinque mesi favorendo cali verso 17,30 circa. Reazioni dai livelli attuali potrebbero invece favorire la ricopertura del gap lasciato aperto a 20,30 euro.