L'elezione di Ursula von der Leyen a Presidente della commissione Europea, con un programma pro-europeo, grazie ai voti dei 5 Stelle ha fatto precipitare la situazione politica in Italia, la crisi di governo sembra dietro l'angolo. Nonostante questo spread e borsa non hanno fatto una piega. Al momento i mercati sono concentrati sulla possibilita' che la Fed vada a tagliare i tassi, costringendo poi anche le altre principali banche centrali all'adozione di misure altrettando espansive per mantenere stabile il valore del dollaro (la guerra commerciale in atto si combatte anche e forse soprattutto con i cambi, e nessuno vuole lasciare il vantaggio di una moneta debole all'avversario). Certo, la corsa del Ftse Mib i e' fermata in area 22270, contro i 2/3 di ritracciamento del ribasso dal top di maggio 2018 (e con l'RSI a 14 giorni in ipercomprato), ma per il momento i prezzi restano in vista della resistenza, con una evidente voglia di romperla. Oltre area 22270/300 si aprirebbe la strada al test di area 23150 almeno. Solo una chiusura di giornata sotto la media esponenziale a 10 giorni, testata ieri nell'intraday, passante a 22020 circa, sarebbe un primo campanello di allarme, da confermare comunque poi con la violazione di 21820, base del potenziale "tweezer top" che si sta disegnando sul grafico a candele settimanali. Sotto quei livelli il rischio di uno scivolone del Ftse Mib diverrebbe concreto, il rialzo visto dai minimi di giugno potrebbe venire messo in discussione. Al momento tuttavia l'orientamento preferito dal mercato sembra essere ancora quello rialzista, anche se i supporti critici non sono come detto lontani. Rimanere quindi prudenti in caso di operazioni al rialzo in essere.