In forte calo giovedi' IMA (-6,44% con volumi ai massimi dal 2 maggio) e GIMA TT (-6,30%) dopo che le rispettive assemblee straordinarie hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di GIMA TT nella controllante IMA secondo i termini già comunicati al mercato. Il rapporto di cambio è stato determinato nella misura di n. 11,4 azioni ordinarie IMA da nominali Euro 0,52 per ogni n. 100 azioni ordinarie di GIMA TT. Non sono previsti conguagli in denaro. I minimi raggiunti da IMA a 63,15 sono quasi esattamente sulla base del canale ribassista che e' possibile disegnare dal massimo di inizio maggio e sul 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di febbraio, importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci. La ragione per fare partire i ritracciamento dai minimi di febbraio a 53,10 e non da quelli di novembre a 50,10 e' che il rialzo dai minimi di febbraio sembra una fase impulsiva, ovvero, in 5 onde di Elliott completata e della quale ha quindi senso calcolare i ritracciamenti. A dicembre 2018 sarebbe terminata la fase correttiva ABC iniziata a giugno 2017, dai minimi di dicembre sarebbe poi iniziata una sequenza impulsiva, quindi da contare il 5 segmenti, della quale per il momento si sarebbero realizzati solo i primi 4 e alla quale mancherebbe il 5° rialzista per concludersi, con obiettivo a 84 euro circa. Il canale citato, che sarebbe l'onda 4 della sequenza, ha le caratteristiche di un "flag", ovvero di una figura di continuazione della precedente tendenza rialzista. Fino a che il supporto di area 63 euro rimarra' intatto le prospettive saranno in favore di un test del lato alto del canale, a 72,50 circa. Oltre quei livelli l'ipotesi di essere stati in presenza di un flag troverebbe nuove conferme e sarebbe possibile iniziare ad ipotizzare il raggiungimento di obiettivi in area 84 euro. Sotto 62,50/63,00 euro invece l'ipotesi che il movimento partito dai minimi di dicembre sia un trend rialzista autonomo verrebbe messa in discussione anche se risulterebbe effettivamente cancellata solo a seguito di discese al di sotto del top del 17 gennaio a 60,30 euro.