Continua anche in controtendenza a mercati azionari decisamente intonati al rialzo il ripiegamento di Leonardo dai massimi del 10 febbraio a 11,875 euro. L'azione segna adesso un calo dell'1,49% a 11,22 euro dopo un allungo intraday a 11,47. L'area degli 11,85-11,90 euro ospita resistenze importanti testate senza successo lo scorso luglio e lo scorso settembre prima dell'ultimo citato attacco di questo mese. D'altronde il superamento di questo ostacolo potrebbe essere decisivo per i corsi e avviare un recupero del profondo gap down tra i 13,75 euro dei minimi del 9 novembre 2017 e i massimi del giorno dopo a 12,09 euro. Quel giorno il titolo della società scontò pesantemente la revisione della guidance 2017 su ricavi ed ebita, toccando anche ribassi del 20%, un taglio ai prezzi dai quali ancora l'azione non si è ripresa. Oltre i 12,1 euro insomma si potrebbero aprire spazi di apprezzamento importanti, ma l'ultimo tentativo non è andato a buon fine e anche oggi sull'azione prevalgono le vendite. Allora la guidance fu rivista a 11,5-12 mld per il fatturato e a 1,05-1,01 miliardi per l'ebita. Il 30 gennaio di quest'anno il gruppo ha però un segnale di fiducia dichiarando ordini e ricavi superiori alle attese nel 2019, in particolare ordini e ricavi sopra la Guidance 2019 (12,5-13,5 mld e 12,5-13,0 mld rispettivamente) e un ebita nella fascia medio-alta del range di previsione posto a 1,175-1,225 mld. I dati definitivi saranno presentati soltanto il prossimo 13 marzo.

(GD - www.ftaonline.com)