Interpump debole in avvio (-1,1% a 22,54 euro) dopo l'ottima performance ieri (+6,05% a 22,80 euro). Equita ha confermato la raccomandazione buy sul titolo con target ridotto a 31 euro. Da un incontro con la società è emerso che è operativo circa il 25% degli impianti e che al momento della ripartenza non ci saranno procedure di riavvio lunghe o onerose. La posizione finanziaria è solida, con cassa a oltre 230 milioni di euro, linee di credito non sfruttate a fine 2019 per 280 milioni, cui si è aggiunta una nuova linea da 100 milioni nel primo trimestre.

A oggi il dividendo (0,25 euro) è confermato e il management ritiene prematuro rivedere i target triennali comunicati in occasione della diffusione dei risultati 2019: ricavi +7% a/a, utile netto a 180,7 milioni di euro, +11,2% a/a sul dato normalizzato 2018. Per il triennio 2020-2022 il management prevede: robusta crescita complessiva del fatturato (nell'intorno del +33%); mantenimento dell'eccellenza nella redditività con un EBITDA margin nell'intorno del 22% (considerando la probabilità che le acquisizioni possano avere anche temporanei effetti diluitivi); mantenimento della cautela nella leva finanziaria (debito totale tra 1 e 1,5 volte l'EBITDA).

*L'analisi del grafico di Interpump mette in evidenza il recupero dal minimo da marzo 2017 *toccato il 23/3 a 19,38 euro. Per il momento si tratta di un rimbalzo fisiologico dopo una flessione del 40% circa in poco più di un mese: concreti segnali di forza sono attesi solo al superamento di 24,50, operazione che decreterebbe il completamento del potenziale doppio minimo in formazione dal 16/3, pattern rialzista capace di proiettare i prezzi verso 28,50 almeno e quindi sui 32,16 del 19-20 febbraio (origine dell'affondo). Discese sotto 21,40/21,50 preannuncerebbero invece un nuovo approfondimento verso 19,38 con rischio di riattivazione del movimento ribassista in direzione delle vecchie resistenze di area 16.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)