Intesa Sanpaolo accelera al rialzo nella giornata di martedi' dopo l'uscita dei risultati del primo semestre, periodo chiuso con risultato netto in crescita a 2.566 milioni di euro dai 2.266 milioni dello stesso periodo del 2019. Per il 2020 il gruppo prevede "che l'utile netto possa risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro...e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021", senza considerare l'acquisizione di UBI Banca. Anche considerando l'acquisizione di UBI Banca, viene confermata la politica dei dividendi: inoltre il gruppo "intende ottenere l'approvazione della BCE per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell'utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020". Per quello che riguarda le tempistiche di incorporazione di Ubi il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha affermato che entro meta' ottobre ci sara' la nomina del nuovo Cda di Ubi Banca, entro dicembre la cessione del ramo bancario a Bper Banca, entro aprile 2021 la fusione per incorporazione di Ubi in Intesa Sanpaolo e il completamento dell'integrazione informatica. Entro dicembre 2021 verra' completata l'integrazione tra i due gruppi e ove possibile quello delle fabbriche prodotto. Intesa ha toccato un massimo intraday a 1,8026 euro dopo aver terminato lunedi' a 1,7082 euro. A 1,75 le quotazioni hanno superato il lato alto del canale ribassista disegnato dal top del 21 luglio inviando un segnale di forza. Ulteriori conferme positive al superamento di 1,8050, 50% di ritracciamento del ribasso dal picco di luglio. In quel caso primo target a 1,84, poi atteso il ritorno in area 1,90. Solo discese al di sotto di area 1,71 farebbero temere il rientro all'interno del trend ribassista con rischio di cali almeno fino a 1,64, base del gap rialzista del 16 giugno, supporto gia' messo alla prova brevemente il 25 giugno.

(AM - www.ftaonline.com)