Intesa Sanpaolo nell'ultima seduta della scorsa settimana ha perso terreno, nonostante dati trimestrali migliori delle attese: l'utile netto nel trim3 si è attestato a 628 milioni di euro, superiore rispetto al consensus Reuters (otto analisti intervistati) di 552 milioni. Alcuni broker hanno confermato i giudizi positivi sul titolo, mentre S&P Global, oltre a ribadire la raccomandazione buy, ha anche alzato il target price da 2,20 a 2,40 euro. Il quadro grafico di breve termine per Intesa Sanpaolo appare incerto dopo la correzione originata dal test delle resistenze a 2,20/2,25 euro vista nelle ultime sedute. Fondamentale sarà la tenuta di 1,98, dove transita attualmente la linea che sale dal minimo di fine giugno: in caso di rottura probabile approfondimento verso 1,80/1,85 almeno. Eventuali sviluppi positivi nel medio/lungo periodo sono legati a doppio filo alla capacità del titolo di superare i citati 2,20/2,25, massimi allineati di settembre/ottobre e supporto dinamico tra febbraio e giugno: in caso di successo seguirebbero estensioni verso 2,50 e 2,75/2,80.

Debole Mediobanca che prolunga la correzione dai massimi a 7,12 euro dello scorso 28 ottobre, data di pubblicazione di una trimestrale chiusasi con un utile in crescita del 10,8% a 270,7 milioni di euro e quindi con il miglior risultato trimestrale del 2008. Secondo indiscrezioni Francesco Canzonieri (ex Barclays) è in predicato per il nuovo incarico di global country head per l'Italia nell'ambito della riorganizzazione del corporate investment banking di Piazzetta Cuccia. Il manager è in questo periodo molto attivo sul fronte dello spinoso dossier MPS, che segue insieme a Guido Nola di JP Morgan. Il brusco dietro front messo a segno dalle quotazioni, dopo aver superato in area 6,90 la linea che univa i massimi decrescenti da inizio anno, ha quindi alimentato la convinzione di essere in presenza di una falsa rottura, di una "bull trap", di un tentativo fallito di salire oltre l'ostacolo dal quale è poi scaturita una veloce discesa. Ulteriori segnali negativi verrebbero sotto area 6,30 e farebbero temere un affondo a 5,90 almeno. Una stabilizzazione sopra 6,30 e la rottura di 6,70/6,75 farebbero invece tornare il sereno sul grafico del titolo. Possibile in quel caso un allungo verso almeno 7,40 euro, top di marzo.