Ieri l'a.d. di* FCA*, Sergio Marchionne, parlando a margine dell'assemblea di SGS (gruppo svizzero di cui è stato confermato presidente), ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni. Il manager ha fatto capire che alcuni produttori sudcoreani (forse Hyundai) sono interessati a Fiat, ma quest'ultima non verrà mai venduta: per Marchionne lo storico marchio torinese avrà un ruolo importante in Europa grazie alla specializzazione in alcuni segmenti di mercato (come quello che attualmente è ben presidiato dalla 500). Per quanto riguarda Magneti Marelli, Marchionne ha confermato lo scorporo entro il 2018 mediante distribuzione di azioni ai soci FCA (quindi senza IPO e quotazione in borsa) e aggiunto che si valuta un'operazione simile anche per l'altra controllata Comau (robotica) ma con tempi più dilatati (2019?). Marchionne ha infine smentito che Richard Tobin, CEO di CNH Industrial che ieri ha rassegnato le dimissioni, possa essere il suo successore al vertice del Lingotto. L'analisi del grafico di FCA evidenzia la correzione dal massimo storico a 20,20 euro toccato a fine gennaio e il recente rimbalzo dai supporti a 15,50/15,80. Una vittoria oltre 17,40/17,50 favorirebbe un'estensione del recupero verso 18,20/18,30, resistenza decisiva per assistere al ritorno sul record. Discese sotto 16,40 preannuncerebbero invece un nuovo pericoloso test dei supporti: appoggio successivo a 13,50/14,00.

Salvatore Ferragamo (ieri +1,18%) recupera terreno dopo che il Tribunale di New York ha confermato l'inibitoria nei confronti di 60 proprietari, di identità sconosciuta, di "profili online illeciti che usurpavano il prestigioso marchio e commercializzavano prodotti contraffatti della Salvatore Ferragamo" e riconosciuto alla società un indennizzo di 60 milioni di dollari, "tra i più alti mai riconosciuti per questo tipo di violazioni" ha commentato il presidente Ferruccio Ferragamo. Il quadro grafico di Ferragamo evidenzia negli ultimi 5/6 mesi lo sviluppo di una fase laterale con limite inferiore a 20,50 circa e resistenza a 23,60 euro. Servirà la rottura del limite superiore per intravedere segnali di forza e per aprire uno scenario diverso dalla lateralità di questi mesi per target a 25,60, massimi di giugno 2017, ed eventualmente più in alto a 26,50, minimi allineati di marzo e aprile 2017. Sotto area 21 le quotazioni non si accontenterebbero di rivisitare i supporti strategici a circa 20,50 ma potrebbero puntare verso il basso in area 17,50, per un test dei bottom del 2016.