Banca Mediolanum in ottima forma nonostante il calo registrato nel primo semestre a livello di utili: -11% a/a a 175,3 milioni di euro. Il secondo trimestre ha però registrato una netta inversione di tendenza, con profitti a 115,8 milioni, il dato più elevato in sei trimestri (100,2 le attese del mercato). Le quotazioni sono salite fino a quota 6,18 euro dopo aver terminato lunedì a 5,94 euro. Le oscillazioni delle ultime settimane avevano disegnato un "testa spalle rialzista", figura completata il 27 luglio con il superamento a 5,92 circa della linea (neckline) che congiunge i massimi del 20 giugno e del 10 luglio. Il target della figura, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura, si colloca a 6,33 euro circa, praticamente coincidente con la media mobile esponenziale a 100 sedute, quindi una resistenza rilevante anche in ottica di medio periodo. Oltre quei livelli si aprirebbe la strada al test di 6,55 e 6,95 euro e successivamente per la ricopertura del gap ribassista del 23 aprile a 7,095 euro. Solo la violazione della "neckline", ora in transito a 5,93, metterebbe in discussione le implicazioni positive derivanti dalla presenza del testa spalle facendo temere cali verso i 5,68/70 euro almeno.

Altro importante passo in avanti di Poste Italiane nella sua strategia di crescita nel settore dei servizi finanziari. Ieri il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha siglato una lettera di intenti con UniCredit per "approfondire ambiti di collaborazione nel settore del credito al consumo". Inizialmente l'accordo "riguarda la promozione ed il collocamento, presso la rete degli Uffici Postali, dei prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione, e dei prestiti contro delegazione di pagamento, erogati da UniCredit e riservati a pensionati, lavoratori dipendenti pubblici e dipendenti privati" per poi eventualmente essere esteso "in una seconda fase, ai prestiti personali". Ricordiamo anche che oggi il cda di Poste Italiane si riunisce per l'approvazione dei conti al 30 giugno: il consensus degli analisti raccolto dalla società prevede per il secondo trimestre ricavi a 2,517 miliardi di euro, EBIT a 326 milioni, utile netto a 226 milioni. L'analisi del grafico di Poste Italiane evidenzia il bel progresso originato dal minimo di inizio luglio a 7,0980 euro e il recente superamento della resistenza a 7,85, l'ultima in grado di ostacolare il tentativo di ritorno sul record storico del 10 maggio a 8,4360. Fin quando il titolo si manterrà oltre i sostegni a 7,65/7,70 lo scenario resterà favorevole a un attacco agli 8,4360 (obiettivo successivo a 9 euro). Discese sotto i supporti menzionati creerebbero invece le premesse per un'inversione di tendenza: conferme in tal senso sotto 7,40/7,45.