Tenaris in netto calo ieri (-4,22%): il greggio e' sceso nella serata sui minimi da fine settembre. Il future dicembre sul Brent si e' avvicinato a quota 79,90 $/barile (da oltre 85 giovedì mattina), il future novembre sul WTI a 70,65 $/barile circa (da 75). Mercoledi' l'American Petroleum Institute (API) aveva comunicato che le scorte di petrolio USA sono salite di ben 9,75 milioni di barili nella settimana chiusa il 5 ottobre, dato che ha sicuramente penalizzato la domanda di greggio (e di conseguenza il prezzo). Le rilevazioni dell'Energy Information Administration (EIA) sulle scorte settimanali americane le riportano a 5,987 mln di barili da 7,975 mln precedenti (attesi 2,620 mln). Tenaris scende fino a 13,995 euro per poi rimbalzare in area 14,13/14 (close mercoledi' a 14,69 euro). Sul grafico le quotazioni hanno disegnato una figura a doppio massimo in area 15,20 dal top del 1° ottobre. La violazione di 14,45 (minimo giovedi' a 13,995 euro) ha completato la configurazione aprendo la strada a ribassi almeno fino a 13,70 euro (target della figura ottenuto proiettandone l'ampiezza verso il basso). Supporti successivi a 13,63 circa e a 13,48, linea che sale dai minimi di ottobre 2017, riferimento importante anche in ottica di medio periodo. Oltre 14,65 atteso invece un nuovo test della forte resistenza a 15,20, oltre la quale si potrebbero realizzare movimenti verso 15,80 euro, linea che scende dal top di maggio.

*Fincantieri *sotto i riflettori dopo la recente ampia correzione (oltre -20% dal massimo del 21 settembre). Il Messaggero scrive che l'ipotesi di fusione con Naval Group potrebbe essere messa in discussione a causa delle ultime tensioni tra Italia e Francia. La Stampa aggiunge che il ministro dell'Economia transalpino, Bruno Le Maire, sta esaminando un'alternativa a Fincantieri, ovvero a un accordo con i tedeschi di ThyssenKrupp Marine Systems. L'analisi del grafico di Fincantieri evidenzia la rapida flessione accusata nelle ultime tre settimane e l'avvicinamento ai supporti statici (minimi di agosto) e dinamici (linea che sale da fine 2016) di area 1,20 euro. In caso di rottura di questi riferimenti le quotazioni scivolerebbero probabilmente verso il minimo di inizio luglio a 1,07. Primi segnali positivi oltre 1,30 circa, prologo a un attacco a 1,3550, ostacolo oltre il quale Fincantieri potrebbe ambire al ritorno sul massimo del 21 settembre a 1,5240 ed eventualmente al record storico a 1,55 toccato a gennaio.