Netto ribasso martedi' per *Azimut Holding *dopo la notizia delle dimissioni di Sergio Albarelli, a.d. e direttore generale, con effetto dal 25 gennaio 2019. La nomina del nuovo a.d. e' prevista con l'assemblea degli azionisti di aprile 2019. Il titolo e' sceso a toccare un minimo intraday a 10,06 euro stabilizzandosi poi in area 10,20, dopo aver terminato lunedi' a 10,755 euro. A 10,28 le quotazioni hanno violato il minimo del 22 novembre, base della fase laterale disegnata nelle ultime settimane, segnalando la ripresa del trend ribassista dell'ultimo anno circa. Il prossimo supporto rilevante si colloca a 9,40 euro circa, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci, il 78,6%, del rialzo dai minimi di meta' 2011. Sotto quei livelli supporto a 8,50 euro. Solo recuperi oltre arae 10,30 sarebbero un primo indizio in favore di un tentativo di rimbalzo che necessiterebbe pero' almeno della rottura di area 11 euro per poter ambire al test a 11,80 della trend line che scende dal top di maggio. Su Azimut il servizio Megatrader (www.megatrader.it) ha una posizione short (al ribasso) dal 7 dicembre, assunta a 10,63 euro. Negli ultimi 12 mesi i suggerimenti dati dal sistema hanno permesso di accumulare un guadagno teorico del 33% circa (alla chiusura del 17 dicembre). Il rating per il titolo e' di 4 stelle su 5, quindi lo spazio di ribasso prima che si giunga ad una situazione di "ipervenduto" potrebbe essere ancora ampio.

Performance positiva martedì per Prysmian, grazie a Banca Akros: raccomandazione accumulate e target a 26,50 euro confermati. Ieri il gruppo attivo nel settore dei cavi per l'energia ha siglato un contratto con Caldwell Marine International per il collegamento tra Deer Island e l'entroterra nel Massachusetts (USA). Secondo gli analisti del broker milanese la commessa vale alcune decine di milioni di euro: una notizia sia positiva quindi sebbene l'importo sia di dimensioni limitate. Graficamente Prysmian è riuscita a estendere fino a 17,20 la reazione avviata il 10 dicembre da 14,70/15 circa, base del canale ribassista che parte dal top di gennaio. Conferme oltre il picco del 3 dicembre a 17,185 renderebbero possibile un test della mediana del canale, a 17,90 euro, ed eventualmente dei massimi di novembre a 18,60 circa. La violazione del supporto critico in area 15 comporterebbe invece la riattivazione del movimento discendente di fondo per target a 13,68 euro, minimo di gennaio 2015.