Azimut Holding perde terreno all'indomani della pubblicazione dei dati sulla raccolta a dicembre, risultata pari a 163 milioni di euro. Si tratta di un valore deludente secondo alcuni analisti e in netto calo rispetto ai 356 milioni di novembre e molto peggio se confrontati con i 926 milioni di dicembre 2017 (circa 700 milioni al netto delle acquisizioni). Il titolo e' vicino a supporti molto rilevanti, che potrebbero dimostrarsi determinanti per mantenere vive le speranze di un rimbalzo. Azimut e' infatti sceso con i minimi a 9,25 della settimana terminata il 28 dicembre (min del 10 gennaio a 9,984), una bella candela a forma di "martello", a testare con precisione millimetrica il 78,6% di ritracciamento del rialzo dai minimi di settembre 2011, livello praticamente allineato con i massimi del 2010. Questa percentuale di ritorno e' l'ultima della scala dei ritracciamenti di Fibonacci alla quale appellarsi per evitare un ritorno del 100%, ovvero, in questo caso, ribassi fino ai 3,95 euro (c'e' un supporto intermedio a 7,50 circa, linea che sale dai minimi di inizio 2009, ma potrebbe non bastare a contenere la discesa in caso di violazione di 9,25). La tenuta del 78,6% di ritracciamento, tra l'altro testato come detto sul grafico settimanale con un "martello" (candela che conferma con la sua comparsa l'importanza del supporto toccato), e' pero' solo il primo passo verso un recupero duraturo di un trend positivo, che necessita del superamento di resistenze chiave per trovare conferme. Di positivo c'e' il fatto che anche in termini di onde di Elliott con i minimi di dicembre potremmo ipotizzare il termine di una fase ribassista e quindi l'avvio di un rialzo ampio: la discesa dal picco del maggio 2015 sarebbe la A di una terna correttiva, il rialzo fino al top di maggio meta' 2017 (bell'esempio di "hanging man" sul grafico settimanale) la onda B, la discesa fino ai minimi di dicembre 2018 la C (in nota la conta dettagliata). Dopo questo ABC nella peggiore delle ipotesi potremmo attenderci una |B| rialzista di ordine superiore (l'ABC sarebbe quindi solo la |A| di una terna piu' complessa), nella migliore la ripresa del trend rialzista di lungo periodo, quello visto dai minimi del 2009. La ricopertura del gap ribassista del maggio 2018, a 16 euro, potrebbe rappresentare un target conservativo per il rimbalzo. Oltre quei livelli resistenze a 18 e 22 euro almeno. Sotto i 9 euro le ipotesi di rialzo di medio lungo periodo verrebbero negate, rischio di cali verso i 4 euro. Su Azimut Megatrader (www.megatrader.it) ha posizione "long" dall'8 gennaio acquisita a 10,38 euro. Il titolo ha valutazione 5 stelle su un massimo di 5, tendeza di breve e di medio periodo al rialzo, quella di lungo termine per il momento ancora neutrale (da ribassista).