FCA (-1,34% a 13,55 euro) debole ieri ma con chiusura ben al di sopra dei minimi toccati a inizio seduta (13,05) dopo i dati sulle immatricolazioni di auto in aprile negli USA. I marchi del Lingotto hanno fatto registrare una flessione del 6% a/a. I dati relativi all'Italia sono stati pubblicati ieri pomeriggio dopo la chiusura di Piazza Affari: a fronte di una crescita del'1,47% a/a del mercato il gruppo torinese ha accusato una flessione del 4,2%. A inizio pomeriggio FCA aveva comunicato di avere perfezionato "la cessione del proprio business di componentistica automobilistica, Magneti Marelli, a CK Holdings, la holding di Calsonic Kansei Corporation, primario fornitore giapponese di componentistica per autoveicoli. Con il closing FCA ha ricevuto un corrispettivo in contanti di circa 5,8 miliardi di euro". L'analisi del grafico di FCA evidenzia il movimento lateral-discendente in essere da agosto 2018 successivo alla brusca flessione accusata tra giugno e luglio. Segnali positivi in caso di superamento del recente massimo a 14,89 euro, operazione che creerebbe le premesse favorevoli a un attacco ad area 15,80, massimi di settembre/ottobre: oltre questi ultimi riferimenti si aprirebbero spazi di ascesa più ampi (obiettivo successivo a 17,50), con buone possibilità di assistere nel medio/lungo termine al ritorno sul massimo storico a 20,20. Discese sotto 13,05 anticiperebbero invece un test del minimo di inizio anno a 12,1440, supporto determinante per scongiurare la riattivazione del movimento discendente (appoggio successivo a 11,10/11,20).

GIMA TT tocca i massimi da ottobre dopo che la FDA americana ha concesso la prima autorizzazione alla commercializzazione negli USA delle sigarette IQOS (scaldano il tabacco invece di bruciarlo) prodotte da Philip Morris. Mediobanca ha radicalmente migliorato il giudizio sul titolo portandolo da underperform a outperform, con target incrementato da 5,40 a 8,50 euro. GIMA TT, specializzata nella realizzazione di linee di packaging innovative per il mercato del tabacco, fornisce a Philip Morris i macchinari per il packaging dei prodotti IQOS. Le quotazioni si sono spinte fino a 9,24 euro per poi stabilizzarsi in area 8,95, in rialzo dalla chiusura di martedi' scorso a 7,07 euro. Con la rottura a 7,30 euro della linea che unisce i massimi di meta' gennaio con quelli di meta' aprile e' stato completato il testa spalle rialzista disegnato dai minimi dello scorso dicembre. Primo target della figura, ottenuto proiettandone l'ampiezza verso l'alto dal punto di rottura, a 9,40 euro circa. In caso di superamento di questa soglia, praticamente gia' raggiunta dai massimi di giovedi', l'obiettivo si sposterebbe a 10,70 euro. Un ripiegamento fino a 8,20 circa, lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di marzo, introdotto dalla violazione di 8,75, e' possibile e sarebbe da considerare in prima battuta una nuova occasione di ingresso al rialzo. Sotto area 8 euro invece il balzo in avanti delle ultime ore rischierebbe un ulteriore ridimensionamento.