Brusca flessione ieri per *Pirelli&C *(-3,30% a 5,9740 euro). Il titolo è stato penalizzato (come tutti gli industriali) dalle notizie del fine settimana relative ai dazi USA: il presidente americano Trump ha annunciato domenica da Twitter che le tariffe su 200 miliardi di dollari di importazioni dalla Cina saliranno dal 10% al 25% nei prossimi giorni. Secondo Trump le trattative con Pechino proseguono ma troppo lentamente. Il settore industriale è tra i più esposti al rischio di incremento delle tensioni sul fronte del commercio internazionale. Ricordiamo inoltre che tra una settimana esatta (il 14 maggio) Pirelli&C comunicherà i risultati del primo trimestre 2019: le stime di consensus pubblicate sul sito del gruppo indicano ricavi a 1,312 miliardi di euro (stabili rispetto al trim1 2019), EBITDA adjusted ante costi di start-up in crescita a 323 milioni (da 298), risultato netto delle attività correnti a 98 milioni (da 92), investimenti raddoppiati a 100 milioni e indebitamento netto a 4,391 miliardi (3,905 escludendo gli impatti dell'applicazione dell'IFRS 16). L'analisi del grafico di Pirelli&C evidenzia l'accelerazione ribassista delle ultime tre sedute, movimento che ha dapprima causato il completamento del doppio massimo formatosi nella seconda metà di aprile e quindi la violazione dei supporti a 6,10/6,15 euro circa. Il titolo sembra destinato a un test dei minimi di febbraio e marzo a 5,60/5,70, ultimi sostegni prima del ritorno sui 5,3680 toccati a inizio anno. Affidabili segnali positivi solo in caso di superamento di 6,25, operazione che permetterebbe alle quotazioni di tentare un attacco alle importanti resistenze di area 6,70. Oltre questo ultimo riferimento il quadro grafico di medio periodo migliorerebbe sensibilmente: si aprirebbero infatti spazi di ascesa verso 7,30 almeno.