Eccellente performance ieri per *Enel *(+2,04% a 6,65 euro), capace di mettersi in evidenza in un settore utility decisamente ben intonato (indice FTSE Italia Servizi Pubblici a +1,93%) grazie alla buona performance dei BTP e al conseguente calo dei rendimenti. Il titolo ha approfittato anche dell'annuncio del gruppo di voler ridurre del 70% le proprie emissioni dirette di gas a effetto serra per kWh entro il 2030, rispetto ai valori del 2017. Enel si è inoltre impegnata a ridurre del 16% le proprie emissioni indirette associate alla vendita di gas naturale sul mercato retail entro il 2030. La roadmap del gruppo prevede emissioni zero entro il 2050, obiettivo coerente con le riduzioni di gas serra necessarie a mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C. Queste iniziative si inseriscono un un contesto regolatorio sempre più favorevole alle attività "green": Reuters oggi scrive che il governo italiano dovrebbe varare in giornata un provvedimento per il taglio delle agevolazioni fiscali per attività inquinanti del 10% ogni anno a partire dal 2020. Inoltre ieri sono circolate indiscrezioni secondo cui a livello UE si lavora a una riforma dei sistemi fiscali in senso penalizzante per l'inquinamento e favorevole alle fonti rinnovabili, con agevolazioni e incentivi per il deficit pubblico. L'analisi del grafico di Enel evidenzia la correzione successiva al massimo ultradecennale a 6,7630 euro toccato il 4 settembre e i due tentativi di ritorno su quei livelli. In caso di perentorio superamento di 6,67 assisteremmo probabilmente a un attacco al picco citato e all'eventuale riattivazione della tendenza ascendente di fondo verso 7,55/7,60 (massimi del 2007) e il record storico del 2000 in area 8: primo obiettivo a quota 7, lato alto del canale rialzista ipotizzabile da novembre 2018. Discese sotto 6,40 favorirebbero invece approfondimenti verso 6,10/6,20 almeno, dove troviamo supporti statici e la base del canale.