La stabilizzazione del quadro politico italiano favorisce la discesa dello spread Btp-Bund, ormai da alcune sedute al di sotto dei 140 punti base, e il recupero del comparto bancario. A sostenere le banche E' anche la ripresa delle operazioni TLTRO con le condizioni favorevoli che la Bce ha annunciato dopo il meeting di settimana scorsa. Ubi Banca sta premendo ormai da alcune sedute in area 2,55 contro la media mobile esponenziale a 200 giorni e il lato alto del canale ribassista che tracciato dal top di metà aprile. Una rottura decisa di questa resistenza confermerebbe il segnale di forza derivato dal superamento il 13 settembre a 2,50 della trend line che unisce il massimo di maggio con quello di settembre 2018 e prospetterebbe rialzi verso il top di aprile a 2,87 euro. Resistenza intermedia a 2,68 euro. Oltre area 2,87 le oscillazioni viste da febbraio si dimostrerebbero un doppio minimo, con base a 2,05 euro circa, una figura rialzista al cui completamento si potrebbe iniziare a parlare di una inversione in senso rialzista del trend di medio periodo. Solo sotto 2,38, dove passa la media esponenziale a 50 giorni, l'uptrend entrerebbe in crisi, atteso in quel caso il test di area 2,20 euro.

Semestre all'insegna della debolezza per OVS. Nei primi sei mesi dell'esercizio 2019-2020 conclusi il 31 luglio scorso i ricavi si sono attestati a 651 milioni di euro, in calo del 2,4% e del 4% s parità di perimetro. L'EBITDA rettificato è sceso a 62,5 milioni da 81,1 l'anno prima, con incidenza sui ricavi al 9,6% da 12,2%. Il risultato netto rettificato si dimezza a 16,8 milioni (da 32,8). Ieri OVS ha però sottoscritto (e questa è una notizia positiva) con tutte le banche finanziatrici l'accordo modificativo (Amendment and Restatement Agreement) del contratto di finanziamento esistente: la scadenza è stata posticipata dal 2 marzo 2020 al 2 marzo 2023 e l'ammontare è stato ridotto (su proposta di OVS), da 475 a 450 milioni di euro. L'analisi del grafico di OVS evidenzia il recupero partito dal minimo storico dello scorso dicembre a 0,6510 euro e il successivo consolidamento (a partire dal picco di fine aprile a 1,9880). Con il balzo di ieri il titolo è salito a mettere pressione sulla resistenza dinamica in forza da aprile in transito per 1,8450: concrete indicazioni favorevoli alla ripresa del rialzo arriveranno solo a seguito del perentorio superamento di 1,9880, con primo obiettivo sugli ex supporti di area 2,35. Discese sotto 1,66 creerebbero invece le premesse per un affondo verso la base del movimento di consolidamento a 1,40/1,45 (conferme sotto 1,61).