Deciso rialzo venerdi' per Enel che si arresta pero' su una resistenza rilevante. Le utility si sono mosse al rialzo nell'ultima seduta della settimana grazie alle ultime notizie riferite dal Sole 24 Ore sul tema della liberalizzazione del mercato retail elettrico (abolizione della maggior tutela). Si ipotizza che la liberalizzazione sarà graduale (e non da metà 2020) per tutelare gli utenti minori. Nel gruppo in evidenza Enel: Banca Akros conferma la raccomandazione positiva "accumulate" e incrementa il target da 6,75 (prezzo di chiusura di venerdi', +1,67% il saldo di giornata) a 7,20 euro. I massimi di venerdi' a 6,782 euro sono pero' a contatto con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top del 1° ottobre. Solo la rottura di questo riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci permetterebbe una estensione del rimbalzo intrapreso da quota 6,58 con destinazione i 6,90 euro. Resistenza successiva a 7 euro. La mancata rottura di area 6,78 e la violazione di 6,70 potrebbero invece riportare le quotazioni verso i 6,58 euro. Sotto quei livelli target a 6,42/43, area di minimi a meta' settembre e 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di meta' agosto.

Fase molto delicata per Tenaris che oscilla a ridosso di 9,05/9,10 euro, livelli dove troviamo i minimi di fine 2018/inizio 2019 e agosto. L'eventuale violazione di questi sostegni riattiverebbe il movimento ribassista in essere dalla primavera dell'anno scorso verso 8,50/8,60, minimi pluriennali toccati nei primi mesi del 2016: si tratta di supporti strategici in ottica di lungo periodo dato che al di sotto degli stessi ben difficilmente i prezzi potrebbero evitare uno scivolamento sui 5,9540 toccati nel marzo 2009. Nel brevissimo, segnali positivi sono attesi al superamento di 9,56/9,57 (linea ribassista in essere da metà settembre), prologo a un attacco al massimo della scorsa settimana a 9,8940: in caso di successo le quotazioni avrebbero via libera verso i 10,80 del 16 settembre. Oltre questo ultimo ostacolo le indicazioni di forza acquisirebbero una rilevanza temporale di medio periodo, con primo obiettivo a 11,10 circa (linea che scende dal massimo di aprile) e successivo sul massimo estivo a 12,3360. Venerdì scorso Tenaris ha chiuso in lieve calo (-0,19% a 9,2280 euro) dopo indiscrezioni secondo cui la procura di Milano ha presentato nei giorni scorsi una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti della società San Faustin, holding del gruppo Techint (che controlla Tenaris con il 60,45%), e dei suoi amministratori, i fratelli Gianfelice (consigliere di Tenaris) e Paolo Rocca (presidente e CEO di Tenaris), e Roberto Bonatti. L'accusa è di corruzione internazionale nei confronti della brasiliana Petrobras.