In rosso *CNH Industrial *lunedi' dopo il bel progresso messo a segno venerdi' (+5,73%). In particolare a soffire ieri sono stati gli industriali: dopo il rally di venerdi' che ha preceduto l'accordo parziale USA-Cina e con il quale sono stati bloccati i dazi che sarebbero dovuti entrare in vigore il 15 ottobre in avvio di ottava sono prevalse le prese di profitto anche alla luce dei deboli dati macro cinesi (lo scorso mese l'export calcolato in dollari e' calato del 3,2% annuo, a fronte del crollo dell'8,5% per l'import). Alla fine della scorsa settimana i sindacati FIM, UILM, FISMIC, UGLM e AQCFR, dopo un incontro con il capo della divisione Gerrit Marx, hanno comunicato che Iveco investirà 4,2 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Un portavoce di CNH ha confermato la cifra. A inizio settembre il gruppo ha reso noto il nuovo piano strategico quinquennale 2020-2024 "Transform 2 Win". Il piano prevede la separazione delle attività "Off-Highway" (segmenti agricoltura, costruzioni e veicoli speciali) da quelle "On-Highway" (segmenti veicoli commerciali e powertrain, tra cui IVECO e FPT Industrial). Resta comunque agli atti il balzo in alto di venerdi' dopo il completamento grazie alla rottura di 9,15 del doppio minimo disegnato in area 8,80, dal 3 ottobre, sul 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di agosto. Prossima resistenza a 9,65, oltre quella possibile la ricopertura del gap del 23 settembre a 9,80 circa, poi atteso ritorno sul top di settembre a 10,51. Solo sotto 9,15 invece rischio di ritorno in area 8,80 euro.

*doValue *conferma quanto preannunciato a inizio agosto in occasione della presentazione dei risultati del primo semestre. Il gruppo attivo nella gestione di crediti deteriorati ha annunciato "di aver raggiunto un accordo con Alpha Bank per la gestione in esclusiva di un portafoglio cipriota di crediti non performing ("NPEs") e asset Real Estate ("REOs") di importo lordo complessivo pari a circa €4,3 miliardi, oltre ai flussi futuri di NPEs e REOs prodotti da Alpha a Cipro". Si tratta di accordo decisamente consistente, superiore ai nuovi mandati di servicing acquisiti da doValue nell'intero primo semestre (pari circa 3,6 miliardi di euro). Il prossimo appuntamento di rilievo è fissato per l'8 novembre con un aggiornamento degli obiettivi del piano industriale, aggiornamento necessario per inglobare nella strategia del gruppo Altamira Asset Management (dopo l'acquisizione perfezionata a fine giugno). L'analisi del grafico di doValue evidenzia la flessione originata dai massimi di luglio poco sopra i 13 euro e la formazione (tra fine agosto e inizio ottobre) di un potenziale doppio minimo in area 9,60. Si tratta di una figura rialzista che verrebbe completata a seguito del superamento confermato in chiusura di seduta di 10,80 (massimo dell'11 settembre) con obiettivo ideale a 12 e buone possibilità di estensione verso 13,00-13,40 (massimi di luglio e marzo). Discese sotto quota 10 anticiperebbero invece un test di 9,60: in caso di rottura riattivazione del movimento discendente verso il minimo storico di fine 2018 a 8,52.