Terzo trimestre negativo per Salvatore Ferragamo interrompe il recupero visto nella prima metà del 2019. Nel periodo luglio-settembre i ricavi hanno registrato una diminuzione del 2,9% (-3,6% a cambi costanti), penalizzati dal -45% a cambi costanti a Hong Kong. Nei primi nove mesi i ricavi si attestano a 994 milioni di euro (+2,3% a/a, +4,6% alla fine del primo semestre), l'EBITDA escluso IFRS16 scende a 147 milioni (-1,5% a/a, +2,1% alla fine del primo semestre), l'utile netto escluso IFRS16 si attesta a 65 milioni (stabile su base annua da +2,4% alla fine del primo semestre). Il management della casa fiorentina non prevede un miglioramento nella parte finale dell'anno: il rallentamento dei ricavi e dei margini registrato nel corso del terzo trimestre dovrebbe anzi proseguire nel quarto. Il direttore finanziario di Ferragamo, Alessandro Corsi, durante la conference call ha affermato che per i ricavi 2019 il gruppo ritiene ragionevole il consensus degli analisti, ovvero un dato leggermente superiore a quello del 2018 (1,347 miliardi di euro). Stesso discorso per quanto riguarda l'EBITDA, atteso intorno ai 200 milioni di euro (214 milioni nel 2018). L'analisi del grafico di Salvatore Ferragamo evidenzia il recupero partito dal minimo pluriennale a 15,8150 euro del 21 ottobre. Per prolungare il rally il titolo dovrebbe superare gli ostacoli a 17,55/17,60 in direzione di 18,50/18,60 (massimi di settembre), con obiettivo di medio termine in area 21,80 (massimi allineati tra settembre 2018 e luglio 2019). Discese sotto area 17 anticiperebbero un nuovo test di 15,8150: l'eventuale violazione di questo sostegno favorirebbe approfondimenti verso 14,30 almeno (supporto e resistenza nel 2011/2012).