*Leonardo *positiva (+1,50% a 10,52 euro giovedì) in scia al report di S&P Global: i parametri creditizi del gruppo della difesa stanno migliorando grazie alla maggiore generazione di free cash flow operativo (FOCF) e all'ulteriore riduzione del debito. Gli analisti hanno così deciso di portare l'outlook a positivo da stabile nell'ambito di un merito di credito posto a BB+/B. Il miglioramento del rating è importante per ridurre gli oneri finanziari che per il 2019 sono indicati in meno di 300 milioni. Mercoledì Leonardo aveva chiuso a +1,42% dopo che BofA Merrill Lynch ha confermato la raccomandazione buy sul titolo e incrementa il target da 13 a 15 euro. Leonardo è stato inserito nella lista "top pick" (titoli migliori) per il 2020 della prestigiosa investment bank americana. Positivo anche il giudizio Equita Sim che sul titolo conferma il giudizio "buy" con target a 12,5 euro. Le quotazioni sono salite fino a 10,625 euro flettendo poi a 10,525 a fronte di una chiusura di mercoledì a 10,365 euro. La reazione messa a segno dal minimo del 2 dicembre a 10,14 sembra quindi intenzionata a proseguire ma solo la rottura di area 10,65 invierebbe conferme in questo senso. Oltre quei livelli il target si sposterebbe a 10,91, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di novembre. Resistenza successiva a 11,35 euro. Solo sotto 10,30 rischio di ritorno della debolezza, probabile in quel caso il ritorno sui minimi di ottobre a 9,74 euro.

*Moncler *in forte rialzo ieri (+6,52% a 41,36 euro) ma sotto i massimi di seduta (43,61 euro) dopo la precisazione di Remo Ruffini (presidente, CEO e principale azionista con il 22,55%) riguardo alle indiscrezioni di Bloomberg secondo cui Kering (+1,0% a Parigi) avrebbe avviato colloqui esplorativi per la possibile acquisizione del gruppo dei piumini. Ruffini precisa che "periodicamente intrattiene contatti e interloquisce con investitori e altri operatori del settore, tra cui il gruppo Kering, su potenziali opportunità strategiche per promuovere ulteriormente lo sviluppo di Moncler, senza che, allo stato, vi sia alcuna ipotesi concreta allo studio". Lo slancio rialzista ha permesso il test di nuovi record assoluti a 43,61 euro, con il titolo che si è lasciato alle spalle con un evidente gap rialzista la trend line che scendeva dai massimi del 2018, a 40,50 circa. Il segnale che ne deriva è fortemente positivo se non fosse che a 43,70 circa i prezzi potrebbero trovare l'opposizione del lato superiore del canale che sale dai minimi di fine 2018. La velocità con la quale si è realizzato il recente allungo non depone in favore di una rottura immediata di tali resistenze. Tuttavia, solo discese sotto 40,50 farebbero vacillare la struttura rialzista di brevissimo termine, mettendo nel mirino il supporto critico a 36,60 circa, media mobile a 50 giorni, la cui violazione potrebbe favorire un affondo con target a 33,20 almeno.