Netto progresso ieri per Atlantia (+3,69% a 21,05 euro) grazie alle indiscrezioni di MF-Milano Finanza secondo cui Cassa Depositi e Prestiti potrebbe entrare nel capitale della holding dei Benetton con una funzione di "presidio pubblico": si tratterebbe di una soluzione alternativa alla revoca delle concessioni. In serata Atlantia ha informato che Standard & Poor's ha posto in "CreditWatch Negative" i rating di Autostrade per l'Italia e Atlantia a causa dell'incertezza sul quadro concessorio di ASPI. Graficamente Atlantia sta tentando di opporsi al brutto scivolone subito a novembre. Sebbene il quadro grafico sia ancora incerto, la reazione di ieri ha permesso il recupero di area 20/20,20 gettando le basi per un movimento più significativo. Tuttavia, solo oltre la media mobile a 50 sedute, in transito a 21,55, giungerebbero segnali di miglioramento duraturi in grado di rilanciare le quotazioni verso il massimo di inizio novembre a 23 euro. Indicazioni negative invece nel caso di ritorno sotto area 20 e alla violazione di 19,47 euro, preludio a un affondo verso area 17, livelli toccati nell'estate 2018 e sostegno di lungo periodo.

Positiva ieri Mediobanca (+2,02% a 10,11 euro) su indiscrezioni di stampa secondo cui manager e soci storici hanno aperto alla possibilità di modificare la corporate governance (con particolare riferimento alla disciplina del ruolo dell'amministratore delegato) nell'assemblea di ottobre 2020. L'articolo 24 dello statuto impone che l'a.d. sia un dipendente e da almeno tre anni dirigente di società appartenenti al gruppo Mediobanca. La prospettiva è coerente con il nuovo assetto societario, che vede Leonardo Del Vecchio primo azionista con il 9,9% al posto di UniCredit, che poco più di un mese fa ha completato la vendita dell'intera partecipazione dell'8,4% in Piazzetta Cuccia. Del Vecchio aveva chiesto una rifocalizzazione di Mediobanca sull'investment banking a discapito del consumer credit/banking (settore che negli ultimi anni ha acquisito un'importanza progressivamente crescente). L'analisi del grafico di Mediobanca evidenzia il rally partito a metà agosto culminato con il massimo pluriennale a 10,9850 euro toccato a inizio novembre, cui ha fatto seguito una correzione. Il titolo si è avvicinato agli importanti riferimenti a 9,65/9,70: l'eventuale violazione degli stessi creerebbe le condizioni per un approfondimento verso 8,80/8,90, dove troviamo la linea che sale dai minimi di inizio 2019, con appoggio successivo a 8,20 circa (minimi allineati di giugno e agosto). Segnali di forza al superamento di 10,35/10,40, prologo al ritorno sui 10,9850. Oltre questo ultimo ostacolo riattivazione della tendenza ascendente di fondo verso 12,90 almeno.