Si complica la vicenda della revoca delle deleghe all'a.d. di Cattolica Assicurazioni, Alberto Minali, avvenuta a fine ottobre. Ieri la compagnia ha comunicato che durante la giornata la Guardia di Finanza ha proceduto ad acquisire documentazione sociale presso la sede della società su disposizione delle autorità di vigilanza Ivass e Consob. Cattolica ritiene che l'operazione sia "conseguenza della revoca delle deleghe al dott. Alberto Minali avvenuta il 31 ottobre scorso". Si tratta di una mossa non del tutto inattesa: circolavano già rumor su una valutazione in corso del caso da parte delle autorità competenti. Dopo la defenestrazione di Minali il titolo aveva subito un netto calo: secondo indiscrezioni il manager stava portando avanti il progetto di trasformazione in SpA della compagnia assicurativa (è storicamente una cooperativa) e una sua alleanza nella bancassurance con UBI Banca (rumor in parte smentiti da Minali stesso). La vicenda aveva anche spinto i consiglieri Francesco Brioschi e Massimiliano Cagliero a chiedere formalmente chiarimenti al cda: a loro avviso la revoca delle deleghe a Minali rappresenta una "una decisione inaccettabile dal punto di vista della governance". L'analisi del grafico di Cattolica Assicurazioni evidenzia la flessione in essere da metà ottobre dopo il fallito tentativo di attacco alle resistenze di area 8,30 euro. Il titolo è sceso a testare i supporti a 7,05/7,10, al di sotto dei quali ben difficilmente potrebbe evitare un affondo sui riferimenti strategici a 6,70 circa: in caso di rottura obiettivo sui minimi storici poco sotto quota 5. Primi segnali positivi sopra 7,4350 ma solo al superamento di 7,70/7,75 si creerebbero i presupposti per assistere a un nuovo attacco a 8,30.