Atlantia 

Atlantia estende il rally e tocca i massimi dal 20 novembre. Giancarlo Cancelleri, viceministro pentastellato del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, ha risposto così a una domanda di Radio 24 sulla possibilità che non si arrivi alla revoca della concessione di Autostrade per l'Italia: "Per noi no, però può sempre accadere". L'M5S, la forza politica di governo più risoluta nel chiedere la revoca delle concessioni autostradali, si è fortemente ridimensionato dopo l'esito delle votazioni regionali di domenica scorsa. Ricordiamo anche le indiscrezioni odierne secondo cui Atlantia sarebbe disposto a ridurre la partecipazione in Autostrade, e quindi a far entrare nuovi soci (tra cui F2i), se la concessione non fosse revocata. Secondo altre voci l'interesse di F2i è subordinato a uno scorporo di Autostrade da Atlantia, con quest'ultima sotto il 50% (ipotesi al momento meno gradita ai Benetton). La rottura del duplice ostacolo a 21,54 euro, massimi del 9 gennaio e trend line che scende dai top di settembre, rappresenta un primo passo che crea le premesse per la realizzazione di un recupero duraturo verso i massimi della scorsa estate a 24,93 euro, con target intermedio a 23 euro circa. Conferme in tal senso al superamento di quota 22,30 euro. Al contrario, discese sotto quota 21 anticiperebbero un nuovo confronto con il supporto a 20,20, riferimento strategico per scongiurare un affondo in area 19,00/19,50.

Mediobanca

Importanti novità per Mediobanca sono emerse ieri dal cda di Banca Mediolanum, terzo maggior azionista con il 3,34% (dato Consob). Il gruppo guidato da Massimo Doris ha deciso di "riclassificare le azioni detenute in Mediobanca da partecipazione strategica a portafoglio Held to Collect and Sell", modificando quindi "i propri obiettivi strategici, passando da una logica di valorizzazione della partecipazione in un arco temporale di medio lungo termine ad un approccio aperto ad una maggiore flessibilità". La decisione è stata presa alla luce delle "possibili evoluzioni sulla futura governance del Gruppo Mediobanca" e dei "fattori esogeni che hanno recentemente interessato la compagine azionaria del medesimo". Il riferimento è all'uscita di scena di UniCredit (che lo scorso novembre ha ceduto l'intera quota dell'8,4%) e alla contemporanea ascesa di Leonardo Del Vecchio, oggi primo azionista con il 9,9%. Doris ha spiegato a Reuters che se il creatore di Luxottica dovesse salire ulteriormente potrebbe modificare la linea gestionale di Piazzetta Cuccia (che ad oggi è ritenuta pienamente soddisfacente), e anche la governance potrebbe cambiare, per cui Banca Mediolanum rischierebbe di perdere il posto nel cda: di fronte a tutte queste incognite Doris ha scelto di preparare il terreno per un'eventuale uscita si scena. L'analisi del grafico di Mediobanca evidenzia la correzione originata dal massimo pluriennale a 10,9840 euro toccato a inizio novembre, con il titolo sceso in prossimità dei supporti dinamici a 9,05/9,10. In caso di rottura il movimento ribassista acquisirebbe ulteriore energia, prospettando un test dei minimi allineati di giugno e agosto a 8,15/8,20. Primi segnali di forza in caso di ritorno in pianta stabile sopra 9,65/9,70, prologo a un attacco a 10,40, ultimo ostacolo prima del ritorno sui 10,9840.