FCA

FCA sotto pressione ieri (-14,46%), scende sotto supporto critico: dal 16 marzo le controllate FCA Italy e Maserati sospendono temporaneamente la produzione nella maggior parte dei loro stabilimenti produttivi in Europa. La sospensione temporanea, che sarà in vigore fino al 27 marzo 2020, rientra nell'implementazione di un'ampia serie di azioni in risposta all'emergenza COVID-19. ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, in un comunicato ha spiegato il suo punto di vista: non ci sono margini di chiusura degli impianti per la filiera automotive italiana, se non con una decisione congiunta dei Paesi UE, in particolare Germania e Francia. Il titolo ha toccato un minimo intraday a 6,75 euro per poi riportarsi in area 7,25, comunque in calo del 13,4% circa. A 7,50 euro si colloca il 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di inizio 2009. La violazione decisa di questo supporto ricavato dalla successione di Fibonacci (quindi una chiusura di seduta al di sotto dei 7 euro) costringerebbe a considerare probabile il proseguimento della discesa verso il riferimento successivo della scala dei ritracciamenti, quello del 78,6%, posto a 4,50 euro circa, area dove si collocano anche i minimi del 2016. La tenuta di area 7 euro in chiusura di seduta e la rottura di area 8 potrebbero segnalare un allentamento delle pressioni al ribasso e lasciare spazio almeno alla ricopertura del gap ribassista del 12 marzo con lato alto a 9,37 euro. Resistenza successiva a 10 euro.

Ascopiave

Ascopiave, +3,65% a 3,1250 euro, in deciso rialzo ieri grazie al report di Kepler Cheuvreux: gli analisti del broker hanno migliorato la raccomandazione sul titolo da hold a buy con target ridotto da 4,60 a 4,20 euro. Venerdì scorso il cda ha approvato il bilancio 2019 con ricavi consolidati a 124,9 milioni di euro, rispetto ai 115,3 milioni registrati nell'esercizio 2018 (+8,3%); il margine operativo lordo (EBITDA) a 44,9 milioni (+6,9% a/a); il risultato operativo (EBIT) a 21,6 milioni (+2,4%). Il risultato netto consolidato si attesta a 493,2 milioni di euro, registrando una crescita significativa rispetto ai 46,5 milioni dell'esercizio 2018 (+960,7%) a causa principalmente delle operazioni straordinarie realizzate a fine 2019 mediante la costituzione della partnership nel settore commerciale con il Gruppo Hera. Proposto un dividendo pari a 0,2133 euro per azione (0,125 un anno fa). Il titolo è riuscito a dare seguito alla reazione avviata venerdì da 2,70 circa dopo una giornata movimentata. Il ritorno sopra 3,08 circa, 50% della candela ribassista di giovedì scorso, lascia ben sperare in una estensione del recupero, sebbene solo movimenti oltre 3,50 permetterebbero di allentare le tensioni favorendo un allungo verso area 3,98/4, per la chiusura del gap del 9 marzo. Discese sotto 2,70 negherebbero tali attese e prospetterebbero invece nuovi cali verso 2,40/2,45 almeno.

Piaggio

Piaggio ha riattivato ieri la produzione negli stabilimenti di Pontedera, Mandello del Lario, Noale e Scorzè dopo la chiusura per tre giorni nelle giornate di venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 marzo al fine di eseguire interventi di organizzazione produttiva, approntamento delle mense e igienizzazione per poter garantire le precauzioni sanitarie previste dal DPCM 11-3-2020. Le attività produttive sono state riorganizzate in modo da evitare le possibilità di contatto ravvicinato tra i dipendenti, garantendo la distanza minima di un metro tra le postazioni di lavoro e in mensa. Inoltre sono stati distribuiti in tutti gli stabilimenti kit sanitari (mascherina, guanti e occhiali protettivi) atti a tutelare i dipendenti. Reintrodotta anche la misurazione della temperatura corporea (affidata a ditte esterne specializzate). La presenza dei dipendenti sui luoghi di lavoro viene comunque ridotta allo stretto indispensabile anche grazie alla fruizione di periodi di congedo ordinario/ferie e allo smart working. L'analisi del grafico di Piaggio mette in evidenza il rimbalzo dal minimo da febbraio 2017 toccato ieri a 1,4550 euro con il titolo tornato a ridosso dei primi ostacoli significativi, in area 1,65/1,70. Un eventuale ritorno in pianta stabile oltre questi riferimenti potrebbe arginare l'emorragia delle ultime settimane e creare le premesse per un tentativo di recupero: conferme in tal senso sopra 1,85 per 2,05/2,10 e 2,40. In caso contrario probabile test di 1,39, minimo del novembre 2016 e supporto decisivo per scongiurare l'affondo sul minimo storico del 2009 a 0,8830.

(SF - www.ftaonline.com)