Telecom Italia

Telecom Italia in ottima forma martedi', +11,27% il saldo di giornata. L'intero settore europeo guadagna terreno: l'indice EURO STOXX Telecommunications segna a fine seduta un +10,94%. All'inizio della scorsa settimana Telecom registrava una forte crescita del traffico nei 7-10 giorni precedenti: ben il 70% in più sulla linea fissa, probabile effetto dell'emergenza coronavirus e del conseguente incremento dello smart working. E' verosimile ritenere che questa tendenza si sia consolidata o addirittura incrementata negli ultimi giorni e che questi sviluppi vengano confermati anche nell'immediato futuro. I massimi di seduta a 0,33 euro sono superiori a quelli della giornata precedente a 0,325 euro. Un nuovo segnale di forza verrebbe con la rottura di 0,3445, primo dei ritracciamenti di Fibonacci (il 23,6%) calcolati per il ribasso dal top di febbraio. In quel caso possibile un tentativo di ricopertura del gap ribassista del 9 marzo lasciato tra 0,4076 e 0,4313 euro. Resistenza intermedia a 0,377, linea mediana del canale ribassista disegnato a partire dai massimi di aprile 2018. In caso di ribassi al di sotto di 0,30 rischio non solo di ritorno sui minimi storici di lunedi' a 0,2861 ma anche di proseguimento della discesa verso la base del canale, a citato, a 0,2140 circa.

SeSa

SeSa rimbalza dal rosso di metà mattinata (minimo a 29,15 euro) e accelera al rialzo, terminando la seduta di ieri a 32,95, +8,03%. La controllata Var Group, leader nei servizi e nelle soluzioni ICT per le imprese, ha comunicato di aver registrato un'"Impennata di richieste di supporto digitale da parte delle imprese italiane". Nella prima settimana dall'estensione della zona di contenimento del corona virus a tutto il territorio italiano, Var Group registra un +60% delle richieste di consulenza per l'implementazione sicura dei collegamenti da remoto e accesso sicuro alle reti aziendali in smart working; un +70% delle richieste per il supporto e l'implementazione di soluzioni di collaboration; un +48% della richiesta di dispositivi mobili. Giovedì scorso SeSa ha comunicato di aver chiuso i conti al 31 gennaio 2020 (ovvero al termine dei primi nove mesi dell'esercizio 2019-2020) con ricavi in rialzo del 17,3% a/a a 1,34 miliardi di euro, EBITDA a 69,5 milioni (+30,3% a/a con margine pari al 5,17% rispetto al 4,65% al 31 gennaio 2019) e utile netto di pertinenza del gruppo a 28,7 milioni (+29,5% a/a). SeSa, che è operatore di riferimento in Italia nel settore delle soluzioni IT a valore aggiunto per il segmento business, potrebbe trarre beneficio dall'emergenza coronavirus dato che quest'ultima probabilmente determinerà un'accelerazione nella "trasformazione digitale del Paese, dei propri clienti e dei partner". L'analisi del grafico di SeSa evidenzia la massiccia correzione originata dal record storico del 18 febbraio a 58,30 euro (-43% sulla chiusura di ieri) e la violazione degli importanti riferimenti a 31,50/32,00. Il titolo sta ora testando l'ex resistenza a 29,50 circa, ora supporto decisivo per scongiurare l'affondo verso 24,55 (minimo del giugno scorso) e soprattutto sui 21,80 (minimi di fine 2018 e sostegni determinanti nel lungo periodo). Primi segnali positivi al superamento di 36/37, mentre una stabilizzazione oltre 41/43 creerebbe le condizioni per il riavvicinamento ad area 50 e quindi al record storico.

Saras

Saras in rialzo ieri grazie al balzo dei margini di raffinazione. Alla fine della scorsa settimana il margine benchmark EMC è salito a 4,4 dollari al barile dagli 0,4 della precedente: si tratta di valori che non si registravano dal terzo trimestre 2017. Il titolo tenta di alimentare il rimbalzo avviato dopo il test il 9 e il 16 marzo dei minimi da fine 2014 a 0,73 euro: oltre 0,9850 verrebbe completato il doppio minimo disegnato nelle ultime settimane per target a 1,231 euro (lato alto del gap del 24 febbraio). Il mancato superamento di 0,9850 potrebbe invece concludersi con la ripresa della correzione sotto 0,73 verso i bottom allineati del 2012 e 2014 a 0,66 circa.

(SF - www.ftaonline.com)