Azimut

Azimut ieri nel finale di seduta ha accelerato al rialzo (+9,34% a 12,93 euro) in scia al comunicato di Timone Fiduciaria (riunisce gli azionisti aderenti al patto di sindacato Azimut Holding, pari a circa il 20% del capitale): confermata l'intenzione di procedere con l'operazione di rafforzamento della partecipazione preannunciata il 19 febbraio. Timone Fiduciaria ha "concordato le principali caratteristiche e condizioni del finanziamento bancario necessario per completare la raccolta delle risorse per porre in essere l'Operazione stessa. Sulla base di quanto ad oggi definito, l'Operazione sarà supportata da un finanziamento bancario fino ad un massimo di 30 milioni di Euro. Le restanti risorse saranno messe a disposizione dagli azionisti aderenti al Patto, e da nuovi colleghi del Gruppo Azimut non ancora aderenti al Patto, che manifesteranno l'interesse a partecipare all'Operazione. La size dell'Operazione dipenderà dal numero complessivo di adesioni e dai mezzi propri messi a disposizione dagli azionisti aderenti". L'analisi del grafico di Azimut Holding mette in evidenza la rapida flessione partita a febbraio e il rimbalzo delle ultime tre sedute. Il quadro tecnico di medio periodo sembra compromesso: è infatti elevato il rischio che il recente minimo a 10,2650 euro venga messo sotto pressione. In caso di rottura diverrebbe inevitabile un affondo sui 9,25, minimo di dicembre 2018 e supporto determinante nel lungo periodo (appoggi successivi a 8,40 e 6,70). Nel breve il rimbalzo potrebbe proseguire fin sui 15,20/15,30 senza incontrare ostacoli di rilievo, ma per ipotizzare un'inversione di tendenza e il conseguente ritorno in area 24/25 (massimi di gennaio/febbraio) le quotazioni dovrebbero prima tornare in pianta stabile oltre 17,00/17,50.

Nexi

Nexi, il rialzo si prende una pausa. Kepler Cheuvreux martedi' ha migliorato la raccomandazione sul titolo da hold a buy (ai prezzi attuali e' considerato a buon mercato) con target ridotto da 14 a 13 euro, effetto del taglio delle stime di utile per azione 2020 (-18,6%) e 2021 (-21,1%). Le quotazioni sono salite mercoledi' fino a 12,906 euro per poi flettere in area 12 euro, in negativo rispetto alla chiusura di martedi' a 12,062 euro. A 12,70 euro si colloca il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio, una resistenza che per il momento ha contenuto le spinte rialziste. La rottura, confermata in chiusura di seduta, di 12,70, e' fondamentale per negare l'ipotesi che la reazione vista dal doppio minimo di area 8,55 disegnato dal 16 marzo non sia solo una fenomeno temporaneo. Ritracciamenti nell'ordine del 50% del movimento precedente infatti spesso si dimostrano solo una pausa del trend che dopo il rimbalzo e' pronto per riprendere. Oltre area 12,70/90 rimarrebbe ancora la resistenza di area 13,70 da superare per poter iniziare ad ipotizzare il ritorno sui massimi di febbraio a 16,91 ma in ogni caso il rischio di un nuovo ripiegamento si allontanerebbe. Sotto la base del gap rialzista lasciato il 24 marzo a 10,47 diverrebbe invece probabile il ritorno sui minimi di area 8,55 euro.

Telecom Italia

Negativa ieri Telecom Italia -2,32%. Il fondo Elliott ha ridotto la partecipazione al 6,976% dal 9,722%. E' quanto emerso dalle comunicazioni Consob relative alle partecipazioni rilevanti. L'operazione è datata 18/03/2020. Da un punto di vista grafico, la reazione avviata il 16 marzo da 0,2861 si è già arenata in area 0,40, prima che i prezzi riuscissero a ricoprire il gap ribassista del 9 marzo a 0,4313. Fino a quando quest'area non sarà completamente alle spalle sarà elevato il rischio di assistere a nuovi ripiegamenti, ma solo discese sotto area 0,36 ricondurrebbero le quotazioni nuovamente in area 0,28. Supporto intermedio a 0,32 euro. Al contrario, conferme oltre area 0,43 spianerebbero la strada verso area 0,47 euro.

(SF - www.ftaonline.com)