Buzzi Unicem

Forte rialzo ieri per Buzzi Unicem, +7,25% a 17,3750 euro. Banca Akros ha ridotto il target sul titolo da 26 a 21 euro con raccomandazione accumulate confermata dopo la pubblicazione (mercoledì a mercato chiuso) dei risultati 2019. I ricavi aumentano del 12,1%, da 2.873,5 a 3.221,4 milioni di euro; il margine operativo lordo si è attestato a 728,1 milioni, +26,1% rispetto a 577,2 milioni dell'anno precedente; il risultato attribuibile agli azionisti della società è passato da 382,1 nel 2018 a 385,7 milioni; l'indebitamento finanziario netto del gruppo al 31 dicembre 2019 si è attestato a 567,8 milioni, in riduzione di 322,7 milioni rispetto a 890,5 milioni di fine 2018; proposto un dividendo di 15,0 centesimi (12,50 nel 2018) per ogni azione ordinaria e di 17,4 centesimi per ogni azione di risparmio (14,90). Per quanto riguarda le prospettive, il management evidenzia che "Dal nuovo scenario (emergenza coronavirus, ndr) che si sta delineando ci attendiamo impatti che potrebbero essere assai negativi sul nostro settore d'attività". Buzzi Unicem può però approfittare più di altri dell'intervento monstre da 2mila miliardi di dollari approvato ieri all'unanimità dal Senato americano (probabilmente venerdì il passaggio alla Camera): il gruppo di Casale Monferrato ha infatti negli USA il principale mercato. Graficamente il titolo scatta in avanti risalendo la china verso il massimo del 13 marzo a 17,84 euro. Servirà il superamento deciso di questo limite per ambire a un test dal basso della media mobile a 50 sedute, a 18,80 circa. Si tratta di un riferimento strategico oltre il quale le pressioni negative verrebbero stemperate per obiettivi a 19,55 circa (quota pari al 61,8% di retracement di tutta la discesa dai top di febbraio) ed eventualmente più sopra fino a 20,90/21 base del gap lasciato aperto il 24 febbraio. Nella direzione opposta il ritorno sotto i 14,60 euro farebbe invece ripiombare i prezzi sui minimi di marzo a 12,95. L'eventuale violazione di questi minimi invierebbe invece nuovi segnali negativi per 12 e 11,60 euro circa.

Poste Italiane

Balzo in avanti per Poste Italiane. Kepler Cheuvreux migliora la raccomandazione sul titolo da hold a buy e riduce il target da 11 a 10 euro in scia alla revisione al ribasso del 10% circa per quanto riguarda le stime di EBIT e utile netto per gli esercizi 2020 e 2021. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 8,106 euro per poi flettere a 8,03, in netto rialzo comunque dalla chiusura di mercoledì a 7,736 euro. Le quotazioni hanno disegnato una figura a doppio minimo tra il 12 e il 16 marzo in area 6,10. Questa configurazione rialzista e' stata completata con il superamento del picco del 13 marzo a 7,79 euro e proietta ora un obiettivo in area 9,50 euro (il target di un doppio minimo si ottiene proiettandone l'ampiezza dal punto di rottura). In area 9,50 si colloca anche il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal massimo di febbraio, una resistenza rilevante ricavata dalla successione di Fibonacci che i prezzi dovranno superare per segnalare la volonta' di proseguire al rialzo verso i massimi di febbraio a 11,635. Nel breve prima resistenza gia' a 8,80 euro. Solo ripiegamenti al di sotto di area 7,75 farebbero temere l'esaurirsi delle spinte rialziste prospettando la ricopertura del gap del 24 marzo con base a 7,22 euro. Sotto quei livelli atteso il ritorno in area 6,10 euro.

Giglio Group

Performance "monstre" ieri per Giglio Group (+34,56% a 2,20 euro) dopo l'annuncio della momentanea conversione di alcune piattaforme e linee logistiche destinate al Fashion ai fini di reperire mascherine. Grazie alla sua avanzata struttura in Cina, in meno di dieci giorni, Giglio Group ha reperito 6.340.000 mascherine per un controvalore atteso superiore a 4.500.000 euro. Grazie ai proficui rapporti con le autorità cinesi il gruppo ha potuto aprire un canale ufficiale con il governo di Pechino e quindi avviare una collaborazione con una delle più grandi fabbriche cinesi di presidi sanitari, di proprietà statale. Notizie positive anche dal business nel settore Food: le vendite online della controllata Terashop stanno attualmente registrando incrementi che superano il 1000% in particolare su alcuni prodotti che risultano quasi introvabili sugli scaffali dei supermercati, ad esempio lievito e farinacei. Molto bene anche le vendite di elettronica e bricolage i cui ordini online stanno crescendo di oltre 500% al giorno. L'analisi del grafico di Giglio Group mette in evidenza il rimbalzo dai minimi storici a 1,45 euro toccati intorno alla metà del mese e il riavvicinamento all'ex supporto a 2,53 (minimi di agosto). L'eventuale superamento di area 2,30 preannuncerebbe un attacco a 2,53, operazione che se portata a termine con successo determinerebbe un significativo miglioramento del quadro grafico di breve/medio periodo, con possibilità di assistere a estensioni verso 2,70/2,75 e 3,20. Segnali di debolezza sotto 1,90, mentre la violazione di area 1,75 anticiperebbe un test di 1,45.

(SF - www.ftaonline.com)