ASTM

ASTM -7,45% in forte ribasso ieri. Due giorni fa il cda ha approvato il bilancio 2019 (volume d'affari +20,6% a/a, EBITDA +4,1% a/a, utile netto normalizzato +2,3% a/a, niente dividendo). Pesante la flessione dei volumi di traffico registrati sulla rete di competenza: nel trimestre gennaio-marzo 2020 si evidenzia un calo di circa il 20,4% a/a, nel solo mese di marzo del 61,0% a/a. Il cda prevede che le ripercussioni sui volumi di traffico legate all'emergenza coronavirus saranno presumibilmente di entità significativa almeno nei primi due trimestri dell'anno. Graficamente il titolo ha invertito bruscamente la rotta dopo aver fallito la completa ricopertura del gap del 12 marzo a 16,96 euro. Per quanto violenta, la discesa non ha comportato la violazione dei primi supporti a 14,55 circa, lasciando aperto uno spiraglio per ulteriori rimbalzi. Solo oltre area 17 la reazione diverrebbe credibile preludendo al test a 19,20 della media mobile a 50 giorni. Oltre questo riferimento possibile la chiusura del gap del 9 marzo a 20,30 euro. Al contrario, sotto 14,55 rischio di rivisitazione dei minimi di marzo a 10,88.

Maire Tecnimont

Maire Tecnimont ieri ha perso ulteriore terreno (-6,58% a 1,6740 euro) dopo la flessione della seduta precedente (-3,29%), causata dalla decisione del cda di sospendere la distribuzione dei dividendi 2019, proponendo all'assemblea di portare a nuovo l'utile dell'esercizio 2019 e di ritirare la proposta di autorizzazione all'acquisto di azioni proprie. Ieri il titolo è stato penalizzato dal forte calo del greggio, sceso sui minimi dal 2002-2003 nonostante la decisione dell'OPEC+ dello scorso fine settimana di ridurre la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno per i prossimi due mesi nel tentativo, per ora malamente fallito, di sostenere i prezzi depressi dalla crisi coronavirus. Banca IMI esprime preoccupazione per la probabile riduzione degli investimenti da parte delle società petrolifere, con conseguenze negative sugli ordini del gruppo: Maire Tecnimont opera nella realizzazione di impianti e genera il 96% dei ricavi nel settore idrocarburi. L'analisi del grafico di Maire Tecnimont mette in evidenza il rimbalzo delle ultime 2-3 settimane dopo la massiccia correzione vista tra febbraio e marzo (-50% circa). La flessione delle ultime sedute ha ricondotto le quotazioni in prossimità del supporto a 1,64-1,65 euro: l'eventuale violazione dello stesso creerebbe le premesse per il ritorno sul minimo pluriennale a 1,3390 toccato il 16 marzo. Sotto questo ultimo riferimento verrebbe riattivato il movimento ribassista partito a settembre 2017 in direzione del minimo storico del 2013 a 0,5530 (obiettivo intermedio a 1,00-1,10). Concreti segnali di forza al superamento del recente massimo a 1,9480, operazione che permetterebbe al titolo di prolungare il rimbalzo verso 2,05 almeno e quindi sull'ex supporto a 2,25, ultimo ostacolo prima del ritorno sul massimo del 20 febbraio a 2,72.

Saras

Saras tocca i minimi da fine marzo. Alla fine della scorsa settimana si è registrato un netto calo dei margini di raffinazione: il benchmark EMC è sceso a 4,6 dollari/barile dai 7,8 della precedente, rimanendo comunque sui livelli più elevati dal terzo trimestre 2017. Per adesso ad aprile il margine medio e' stato di 6,2 dollari, superiore ai 3,1 dollari del mese di marzo e agli 1,3 dollari dei primi tre mesi del 2020. Il titolo e' sceso oggi fino a 0,7795 euro, valore coincidente con la chiusura, che ha comportato un calo del 10,35%. A 0,655 euro si collocano i minimi storici del giugno 2012, supporto gia' toccato a ottobre del 2014. Fino a che i prezzi rimarranno al di sopra di quei livelli un tentativo di rimbalzo rimarra' possibile. Oltre area 0,82 atteso il test di 0,95, poi possibili movimenti fino a 1,05 euro. Sotto 0,655 difficile fornire obiettivi a causa della mancanza di riferimenti storici precedenti ma il segnale grafico sarebbe comunque negativo e potrebbe anticipare movimenti verso area 0,50 almeno.

(SF - www.ftaonline.com)