FCA

FCA +2,51% accelera e tocca i massimi dal 16 marzo. Ieri il Wall Street Journal ha scritto che il gruppo italoamericano e Ford (+3,7% al NYSE) sono al lavoro per riaprire gli stabilimenti USA il 18 maggio. Secondo fonti vicine alla situazione i due gruppi stanno trattando con il sindacato di settore UAW per definire i protocolli di sicurezza. Sotto il profilo grafico FCA si spinge oltre il massimo del 14 aprile a 7,78 euro alimentando le possibilità di proseguimento della reazione partita a metà marzo da 5,50 circa. Il superamento dell'ostacolo a 8,35 circa, media mobile a 50 giorni e quota pari al 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio, favorirebbe un riavvicinamento ai 10 euro, ostacolo intermedio sulla strada verso la copertura del gap del 9 marzo a 10,31 euro. Sotto quota 7, linea che sale dai minimi di marzo, resterebbe solo il supporto a quota 6,60 per scongiurare il ritorno in area 6,10 e più sotto fino a quota 5,50.

Prysmian

Prysmian subirà l'impatto negativo del Covid-19 soprattutto nel secondo trimestre e di conseguenza anche sul bilancio 2020, ma la solidità finanziaria e patrimoniale del gruppo non sarà messa in discussione. E' la sintesi di quanto dichiarato al Sole 24 Ore da Valerio Battista, a.d. del leader mondiale nel settore dei cavi per l'energia. Il manager ha aggiunto che la priorità è proteggere il cash flow: per questo motivo gli investimenti di breve termine e quelli ritenuti non essenziali saranno bloccati, a differenza di quelli ritenuti strategici. Battista prevede comunque un ritorno dell'attività del gruppo a pieno regime nei prossimi mesi grazie alla completa ripresa delle operazioni degli stabilimenti in Cina. Buone notizie anche dagli ordini: tutti confermati con buone possibilità di arrivo di nuove commesse nel corso dell'anno, soprattutto dalla Germania. L'analisi del grafico di Prysmian mette in evidenza il recupero delle ultime sedute con il titolo salito a testare gli ostacoli a 17,45-17,50 euro. Una vittoria confermata in chiusura di seduta su questi riferimenti migliorerebbe lo scenario di breve termine favorendo un allungo verso 19,50-20,00, dove troviamo ex supporti e il gap ribassista lasciato il 6 marzo: si tratta di resistenze decisive da superare per assistere all'inversione della tendenza negativa e al ritorno sul massimo del 19 febbraio a 25,18. Discese sotto 15,90 anticiperebbero invece un test di 14,30, ultimo sostegno utile a scongiurare il ritorno sui 13,0950 del 16 marzo.

Fincantieri

Fincantieri in ottima forma martedì, nel giorno della posa della diciannovesima e ultima campata del nuovo ponte di Genova. Il titolo è salito del 4,48% andando a terminare la seduta a 0,70 euro. Massimo intraday a 0,7085 euro. Si tratta di un investimento da oltre 200 milioni di euro ed è realizzato da Pergenova, società consortile per azioni costituita da Fincantieri Infrastructure e Salini Impregilo. Pietro Salini, amministratore delegato di Salini Impregilo, ha assicurato che prima dell'estate si potrà' passare sul ponte. A 0,69 euro si colloca il 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di inizio novembre a 0,99 euro. La rottura di questo livello permette di guardare con maggiore fiducia al rimbalzo in atto dai minimi di marzo e di pronosticarne il proseguimento almeno fino a 0,76 circa. Resistenza successiva a 0,81 euro, lato alto del gap ribassista del 24 febbraio. Solo il ritorno al di sotto di 0,6380, massimo del 24 marzo superato al rialzo il 24 aprile, metterebbe in discussione il segnale di forza inviato martedì facendo temere ripiegamenti in area 0,61, sulla media mobile esponenziale a 10 giorni, e a 0,57 euro.

(SF - www.ftaonline.com)