Eni 

Eni viene penalizzata in avvio di ottava dalla decisione di Royal Dutch Shell alla fine della scorsa settimana: tagliato il dividendo trimestrale (per la prima volta nel secondo dopoguerra) da 47 a 16 centesimi di dollaro per azione per un risparmio di 10 miliardi di dollari circa. Nella call con gli analisti dopo la pubblicazione dei dati trimestrali, l'a.d. Claudio Descalzi ha per il momento confermato la politica dei dividendi ma un aggiornamento verrà fatto a luglio alla luce dell'evoluzione del prezzo del petrolio. In base alla mossa di Shell c'e' la sensazione che Eni potrebbe seguire la stessa strada abbassando il dividendo 2020 a 60 centesimi per azione invece degli 0,89 euro fissati nel piano industriale. Il titolo Eni ha toccato un minimo intraday a 8,211 euro, livello coincidente anche con la chiusura di seduta (-5,77% il saldo). Il ribasso avvicina i prezzi alla trend line che unisce il minimo del 30 marzo con quello del 22 aprile, passante a 7,93 euro. Questa linea e' la "neckline" del testa spalle ribassista disegnato dal massimo del 25 marzo. La figura verrebbe completata con la violazione dei 7,93 euro, in quel caso atteso ritorno sui minimi di marzo in area 6,25. Supporto intermedio a 7,35 circa, base del gap del 24 marzo. Solo sopra i 9 euro (linea parallela alla "neckline" tracciata dal massimo della prima spalle, il 25 marzo) la figura perderebbe di proporzionalita' e' sarebbe piu' probabile il ritorno in area 10 euro.

Ferrari

Ferrari è scattata in avanti ieri (+1,46% a 145,50 euro) dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre e la revisione al ribasso della guidance 2020. Il trimestre si è chiuso con ricavi il lieve calo (932 milioni di euro da 940 un anno fa), adjusted EBITDA a 317 milioni da 311, adjusted EBIT a 220 milioni da 232, utile netto adjusted a 166 milioni da 180. La guidance 2020 è stata così rivista: ricavi netti a 3,4-3,6 miliardi (da > 4,1 miliardi), adjusted EBITDA a 1,05-1,20 miliardi (da 1,38-1,43 miliardi); adjusted EBIT a 0,6-0,8 miliardi (da 0,95-1,0 miliardi), utile diluito adjusted per azione a 2,4-3,1 (da 3,90-3,95); free cash flow industriale a 0,1-0,2 miliardi (da = 0,4 miliardi). Il CEO Louis Camilleri nell'incontro con gli analisti ha espresso concetti rassicuranti: "siamo in grado di resistere a una recessione prolungata"; "fino ad ora non abbiamo ancora assistito a cancellazioni" di ordini "anomale o spiacevoli"; prevediamo di "conservare un portafoglio ordini molto forte". L'analisi del grafico di Ferrari mette in evidenza il recupero originato dal minimo del 16 marzo, movimento che ha portato il titolo a contatto con le resistenze a 148-150 euro rappresentate dal 61,8% di ritracciamento della correzione di febbraio-marzo e dagli ex supporti (minimi di inizio febbraio). Il perentorio superamento di questi riferimenti darebbe il via libera definitivo al ritorno sul record storico a 169,05 del 19 febbraio ed eventualmente alla riattivazione della tendenza ascendente di fondo verso obiettivi posizionabili in area 200. Discese sotto il minimo di ieri a 134,40 anticiperebbero invece un test di 126,35 (minimo di inizio aprile), supporto decisivo per scongiurare l'ipotesi di ritorno sui 114 (minimo del 16 marzo).

Juventus FC

Performance brillante ieri per Juventus FC +3,41% con il via libera alla ripresa degli allenamenti (anche se in forma individuale) dei giocatori. L'intento della Lega di Serie A resta quello di fare il possibile per portare a termine il campionato 2019-2020. Juventus e Lazio al momento sono prima e seconda della classifica distanziate da un punto, terza l'Inter staccata di 8 punti dai biancocelesti: è evidente che in caso di ripresa sarebbero Juventus e Lazio a contendersi lo scudetto. Sotto il profilo grafico Juventus tenta di opporsi alle vendite delle ultime sedute, rimbalzando da 0,89 circa, media mobile a 50 giorni superata il 20 aprile e riavvicinata al termine della scorsa ottava. La permanenza sopra questo riferimento permetterebbe al titolo di estendere la reazione partita a marzo oltre 1,02 euro, in direzione di 1,1390 per la chiusura del gap del 24 febbraio, primo passo per il ritorno sui massimi di febbraio a 1,2570 ed eventualmente di allungarsi fino in area 1,30. Nella direzione opposta, sotto 0,89 supporti a quota 0,8150.

(SF - www.ftaonline.com)