Atlantia

Atlantia e Governo ai ferri corti. Venerdì scorso il cda straordinario della holding dei Benetton ha preso atto che "ad oggi, non è ancora pervenuta alcuna risposta alla proposta formale inviata da ASPI al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti lo scorso 5 marzo", proposta finalizzata a trovare una soluzione al contenzioso sul tema delle concessioni autostradali in corso ormai da quasi due anni. Il board ha quindi dato "mandato ai propri legali di valutare tutte le iniziative necessarie per la tutela della società e del Gruppo, visti i gravi danni" e indicato alla controllata Autostrade per l'Italia di rinviare "la realizzazione di altri investimenti una volta rinvenute le necessarie dotazioni finanziarie". Atlantia ha infatti "espresso forte preoccupazione per le dichiarazioni rilasciate mercoledì 20 maggio da un esponente del Governo, secondo le quali alla controllata ASPI dovrebbe essere precluso l'accesso alla garanzia pubblica (su crediti, ndr). Massimo Schintu, direttore generale di Aiscat (l'associazione delle concessionarie) ha dichiarato a Reuters che anche l'associazione sta valutando l'ipotesi di ricorrere alle vie legali per tutelare le associate, già duramente colpite dal lockdown. Secondo indiscrezioni di stampa il premier Conte sta lavorando per evitare un contenzioso multimiliardario con Atlantia: la strada individuata è quella, peraltro già nota, della perdita del controllo di ASPI da parte dei Benetton, condizione necessaria per far digerire ai grillini la mancata revoca delle concessioni. La quota di maggioranza potrebbe essere rilevata da Cdp con a fianco un socio privato (si parla dei fondi F2i, Macquarie e KKR): tutto dipenderà dal prezzo, perchè ovviamente Atlantia non vorrà svendere. Secondo Repubblica il termine ultimo per trovare la quadra è stato fissato al 30 giugno. L'analisi del grafico di Atlantia mette in evidenza il movimento laterale sotto il massimo di fine aprile a 15,56 euro. Il superamento di 14,25-14,30 preannuncerebbe un attacco al top citato: in caso di successo riattivazione del rally verso area 17, gap ribassista del 9 marzo e vecchi supporti del 2018. Segnali di debolezza alla violazione di quota 13, prologo a un affondo sugli 11,80, sostegno determinante per scongiurare il ritorno sui 9,14, minimo pluriennale toccato il 16 marzo.

Buzzi Unicem

Buzzi Unicem guadagna terreno nell'ultima seduta dell'ottava dopo le dichiarazioni del premier Conte. Quest'ultimo prevede di varare entro un paio di settimane un "decreto semplificazioni" contenente misure per sbloccare i cantieri. Tre giorni fa Pietro Salini, a.d. di Webuild (la nuova denominazione sociale di Salini Impregilo da venerdì scorso) in un'intervista al Sole 24 Ore ha spronato il governo a mettere in campo un piano da oltre 100 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture per rilanciare il Paese. Buzzi ha terminato la seduta a 16,87 euro in rialzo dello 0,48%. I prezzi si sono spinti fino a toccare un massimo a 17,34 euro, in vista del picco dell'11 maggio a 17,63 euro. La rottura di quei livelli sarebbe un segnale incoraggiante, introduttivo a movimenti verso 17,85, lato alto del gap ribassista del 4 maggio, e 18,60/70, area dove si collocano i massimi del 7 aprile e del 30 aprile, praticamente coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di febbraio, una resistenza significata anche in ottica di medio lungo periodo. Solo al superamento di area 18,60/70 possibile la ricopertura del gap ribassista del 24 febbraio a 22 euro circa. La mancata rottura di 17,63 (o di area 18,60/70) e la violazione di 15,85, linea che sale dal minimo di marzo, potrebbero anticipare una flessione estesa, anche fino al minimo di marzo a 12,94 euro.

Moncler

Moncler venerdì scorso penalizzata insieme all'intero settore del lusso a causa del riaccendersi delle tensioni a Hong Kong. Gli attivisti stanno incitando la popolazione a scendere in piazza per protestare contro i propositi cinesi di introdurre anche nella città le leggi nazionali di sicurezza: a loro avviso si tratta di un sistema per ridurre le libertà. I titoli del settore lusso furono particolarmente colpiti dalle vendite durante le proteste dell'anno scorso: Hong Kong è uno dei principali mercati mondiali per i gruppi del comparto. Moncler ha esteso la flessione dopo il test dal basso, in area 33,10, della neck line del testa spalle ribassista disegnato a partire dal top del 25 marzo. Il return move sulla linea citata rischia dunque di anticipare ulteriori ripiegamenti verso 28,50 euro, target della figura. Solo il ritorno al di sopra di 33,10 permetterebbe di credere in un miglioramento verso area 35, pari al 50% di ritracciamento del ribasso dal top di dicembre. Resistenza successiva a 37,06 euro per la chiusura del gap lasciato aperto il 24 febbraio.

(SF - www.ftaonline.com)