Enel

Enel positiva venerdì, +1,60% a 6,9010 euro, grazie al report di BofA-Merrill Lynch: la raccomandazione sul titolo passa da neutral a buy con target a 8 euro. L'uptrend dell'ultima ottava è sostenuto dalla rottura in prima battuta della trend line tracciata dai top di aprile, a 6,20 circa, e successivamente dell'ostacolo orizzontale a 6,50 euro, massimi allineati di marzo e aprile. Prossimo obiettivo a 7/7,10 circa, lato superiore del canale che sale dai minimi di marzo. L'arrivo su questi livelli, unito allo sconfinamento in zona di ipercomprato da parte dei principali oscillatori grafici, potrebbe tuttavia favorire prese di beneficio. Un return move verso area 6,40/6,50 risulterebbe comunque fisiologico e non comprometterebbe rialzi futuri. Sotto questo riferimento invece il rimbalzo in atto dai bottom di marzo perderebbe forza e si farebbe strada il ritorno in area 5,75, decisivo nel medio termine.

Mediobanca

Leonardo Del Vecchio accelera nuovamente su Mediobanca e chiede alla BCE, tramite la Banca d'Italia, l'autorizzazione a salire fino al 20% in Piazzetta Cuccia. Lo ha riferito per prima Repubblica: l'indiscrezione è poi stata confermata da altre fonti. Attualmente il fondatore di Luxottica ha il 9,89%, frutto degli acquisti dello scorso autunno. Del Vecchio aveva da tempo messo nel mirino la gestione dell'a.d. Alberto Nagel, che a suo avviso aveva reso Mediobanca troppo sbilanciata sul consumer banking e su Generali. L'imprenditore 85enne vorrebbe rimettere al centro l'investment banking e dare una svolta anche alla gestione della compagnia triestina: secondo il Corriere della Sera Del Vecchio punterebbe a far crescere Generali (di cui è terzo azionista con il 3,16% dopo Mediobanca con il 13,46% e Caltagirone con il 5,00%) anche mediante acquisizioni sostenute da un aumento di capitale. L'analisi del grafico di Mediobanca mette in evidenza l'accelerazione della scorsa settimana e il superamento del massimo da inizio aprile poco sotto i 5,90 euro. Le indiscrezioni su Del Vecchio lanceranno probabilmente il titolo verso l'ampio gap ribassista lasciato a inizio marzo tra 6,6220 e 7,09: si tratta di un riferimento determinante in ottica di medio periodo in quanto coincidente nella parte superiore con gli ex supporti di fine 2018-inizio 2019. Una stabilizzazione oltre questi livelli creerebbe le condizioni per l'inversione della tendenza negativa in essere dallo scorso autunno: conferme definitive oltre area 8,20. Segnali negativi sotto 5,35, appoggio successivo a 4,75-4,80.

Banca MPS

Banca MPS corre al rialzo. La commissaria UE alla concorrenza Margrethe Vestager ha confermato le indiscrezioni di MF secondo cui l'istituto senese ha incassato il via libera informale da parte della Direzione generale della Concorrenza della Commissione Europea alla creazione della bad bank in cui far confluire la gran parte dei crediti deteriorati che gravano sul bilancio di Rocca Salimbeni. Si tratta di un passaggio determinante per portare a termine l'operazione di uscita dall'azionariato del Tesoro (ha il 68%): una volta alleggerita dagli NPL Banca MPS potrà infatti essere messa sul mercato. L'OK definitivo dovrà essere dato dalla BCE ma, secondo MF, l'impressione è che non ci saranno problemi. Nel pomeriggio di venerdì MPS ha precisato che non sono ancora stati completati gli approfondimenti in merito alla composizione del portafoglio di NPL. Neutrali per il momento i giudizi dei broker: Banca Akros e Mediobanca Securities entrambi con target price a 1,3 euro. Il titolo ha toccato venerdì un massimo di seduta a 1,382 euro per poi terminare a 1,315 (+12,88% dalla chiusura precedente). Il rialzo è stato accompagnato da volumi elevati, ai massimi dal 20 febbraio. Grazie al superamento del top del 7 aprile a 1,25 euro il titolo ha completato il doppio minimo disegnato in area 0,975 dal 16 marzo (figura formata da due minimi allineati sugli stessi livelli). Target del doppio minimo, ottenuto proiettandone l'ampiezza dal punto di rottura, a 1,53 circa. Resistenze da battere per poter arrivare su quei livelli a 1,382, massimo del 29 maggio ma anche lato alto del gap ribassista del 9 marzo, e a 1,463, lato alto del gap del 6 marzo. Un "return move" fino a 1,25 circa non si può escludere, flessioni fino a quei livelli non metterebbero in discussione il quadro rialzista prospettato, sotto area 1,25 invece attesa la ricopertura del gap lasciato venerdì in avvio con base a 1,198 euro.

(SF - www.ftaonline.com)